{"id":1395,"date":"2015-10-15T14:07:54","date_gmt":"2015-10-15T12:07:54","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=1395"},"modified":"2015-10-15T14:07:54","modified_gmt":"2015-10-15T12:07:54","slug":"laffido-sempre-piu-vicino-alladozione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=1395","title":{"rendered":"L&#8217;AFFIDO, SEMPRE PIU&#8217; VICINO ALL&#8217;ADOZIONE"},"content":{"rendered":"<p>Qualcosa si muove nell&#8217;intricato mondo delle adozioni. Non certo la tanto auspicata &#8220;sburocratizzazione&#8221; delle adozioni, che ancora impone regole, limiti e paletti quasi insormontabili che spesso scoraggiano anche le coppie pi\u00f9 desiderose di diventare genitori (con conseguente ricorso alle adozioni illegali), ma almeno \u00e8 un passo in avanti verso l&#8217;avvicinamento tra l&#8217;istituto dell&#8217;affido e quello dell&#8217;adozione vera e propria. La Camera dei Deputati, infatti, ha dato il via libera definitivo alla nuova legge sulla continuit\u00e0 affettiva, che introduce una corsia preferenziale per le adozioni da parte delle famiglie che hanno avuto in affido minori in stato di abbandono e adottabilit\u00e0. La legge dice, di fatto, una cosa che pi\u00f9 semplice non si pu\u00f2: le famiglie affidatarie hanno una corsia preferenziale nell&#8217;adozione. In parole povere: d&#8217;ora in poi il tribunale dei minori ha il dovere di &#8220;tenere conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria&#8221; prima di decidere i genitori adottivi dei minori in stato di abbandono. A tal fine, tuttavia, dovr\u00e0 essere obbligatoriamente acquisito il parere dei servizi sociali. Una norma che dovrebbe essere naturale, scontata, visto che con quelle madri e padri &#8221; a tempo&#8221; i bambini hanno magari gi\u00e0 trascorso un pezzo di infanzia o di adolescenza. Invece in Italia ci sono voluti circa quindici anni, e un lavoro di mediazione certosina, perch\u00e9 si arrivasse ad una legge che permetter\u00e0, da domani, anche ai genitori dell&#8217;affido di &#8220;concorrere&#8221; all&#8217;adozione del ragazzino e della ragazzina dei quali, di fatto, sono gi\u00e0 figure fondamentali. Evitando cos\u00ec traumi e lacerazioni. Nei nostri ricordi, infatti, riaffora ancora il clamoroso caso di una coppia di Cogoleto (Genova), che nel settembre 2006 nascose &#8220;in un luogo sicuro&#8221; la loro bambina bielorussa di 10 anni avuta in affidamento per paura che facesse ritorno in patria (cosa che poi ha fatto) nell&#8217;orfanotrofio dove subiva soprusi e violenza. Fu un vero caso diplomatico, ricordate? E adesso? Chiss\u00e0 che fine ha fatto quella bambina, che ormai avr\u00e0 20 anni, e chiss\u00e0 se vede ancora i suoi genitori affidatari&#8230; Ecco perch\u00e8 la nuova legge \u00e8 importante, certo che s\u00ec. Dalla norma sono per\u00f2 esclusi, ancora una volta, single e coppie di fatto: e viene da pensare che le coppie di fatto non abbiano veramente alcun diritto in Italia. O no?<br \/>\n<strong>LE NOVIT\u00c0<\/strong><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/bambini-affidamento.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/bambini-affidamento.jpg\" alt=\"bambini-affidamento\" width=\"420\" height=\"200\" class=\"alignleft size-full wp-image-1396\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/bambini-affidamento.jpg 420w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/bambini-affidamento-300x142.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/a><br \/>\nAffidatari in corsia preferenziale. La legge rivoluziona la disciplina sugli affidi. Se finora era espressamente vietato alle famiglie di adottare il minore che hanno preso in affido (e francamente non se ne capisce il motivo), ora le cose cambiano radicalmente: se viene  accertata l&#8217;impossibilit\u00e0 di recuperare il rapporto con la famiglia d&#8217;origine, il tribunale dei minorenni, nel decidere sull&#8217;adozione del minore, deve tenere conto dei legami affettivi e del rapporto consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria. La &#8220;corsia preferenziale&#8221; entrer\u00e0 in vigore soltanto quando la famiglia affidataria soddisfi tutti i requisiti per l&#8217;adozione previsti dalla legge del 1983 (stabile rapporto di coppia, idoneit\u00e0 all&#8217;adozione e differenza d&#8217;et\u00e0 con l&#8217;adottato) e quando con l&#8217;affidamento si sia creato un rapporto &#8220;stabile e duraturo&#8221; con il minore.<br \/>\nTutela della continuit\u00e0 affettiva. Nell&#8217;interesse del minore \u00e8 garantita continuit\u00e0 affettiva con gli affidatari (come, ad esempio, il diritto di visita) anche in caso di ritorno alla famiglia di origine e adozione o nuovo affido ad altra famiglia. Il giudice peraltro, nel decidere sul ritorno in famiglia, sull&#8217;adozione o sul nuovo affidamento dovr\u00e0 ascoltare anche il parere del minore.<br \/>\nPi\u00f9 poteri in tribunale. Si ampliano i diritti degli affidatari: chi ha il minore in affido \u00e8 legittimato a intervenire (c&#8217;\u00e8 l&#8217;obbligo di convocazione a pena di nullit\u00e0) in tutti i procedimenti civili in materia di responsabilit\u00e0 genitoriale, affidamento e adottabilit\u00e0 relativi al minore. E&#8217; poi prevista la facolt\u00e0 di presentare memorie nell&#8217;interesse del minore.<br \/>\nPer i ragazzi pi\u00f9 grandi. Per i ragazzi pi\u00f9 grandi, quelli sopra i 12 anni, la legge prevede che siano ascoltati dal giudice che deve decidere tra ritorno alla famiglia di origine, adozione o nuovo affidamento.<br \/>\nAdozione degli orfani. L&#8217;articolo 4, infine, riguarda una delle ipotesi di &#8220;adozione in casi particolari&#8221;: quella dell&#8217;orfano di padre e di madre che potr\u00e0 essere adottato da persone a lui legate da un vincolo di parentela (fino al sesto grado) o da rapporto &#8220;stabile e duraturo preesistente alla perdita dei genitori&#8221;. In tal caso, l&#8217;adozione \u00e8 consentita anche alle coppie di fatto e al single; se per\u00f2 l&#8217;adottante \u00e8 coniugato e non separato, l&#8217;adozione deve essere richiesta da entrambi i coniugi.<br \/>\ni requisiti per l&#8217;affido<br \/>\nMa come funziona l&#8217;affido? Chi pu\u00f2 proporsi come affidatario? A chi rivolgersi? E&#8217; complicatissimo l&#8217;iter burocratico per le adozioni, ma non \u00e8 molto pi\u00f9 agevole nemmeno il cammino per l&#8217;affido. Secondo quanto spiega l&#8217;Afaa (l&#8217;Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie), i cittadini che danno la loro disponibilit\u00e0 alle istituzioni ad accogliere un minore in affidamento familiare possono essere: coppie sposate con o senza figli, coppie non sposate con o senza figli e &#8211; almeno in questo caso &#8211; pure i single. Non sono previsti limiti di et\u00e0 e neppure \u00e8 prevista una differenza di et\u00e0 minima o massima tra gli affidatari e il minore affidato. &#8220;Non si ricercano famiglie eccezionali, quanto piuttosto consapevoli della scelta&#8221;, si legge nel sito dell&#8217;associazione. Che cos\u00ec continua: &#8220;In famiglia la decisione di dare la disponibilit\u00e0 all\u2019affido va condivisa da tutti i componenti: coniuge, figli (se ci sono) e nonni, soprattutto se conviventi. Non \u00e8 cio\u00e8 consigliabile lasciarsi trascinare in questa esperienza per \u201caccontentare\u201d l\u2019altro coniuge; i risultati possono essere negativi anzitutto per il minore affidato, costretto dalle circostanze a cambiare famiglia e ambiente, ma anche per la famiglia affidataria&#8221;.<br \/>\nCome diventare famiglia affidataria<br \/>\nPer dare la disponibilit\u00e0 ci si pu\u00f2 rivolgere ai Servizi Sociali del proprio Comune. Da parte dei Servizi verr\u00e0 cos\u00ec attivato un percorso di conoscenza e valutazione della coppia o persona singola disponibile; in caso di valutazione favorevole e in attesa dell\u2019abbinamento con un minore seguir\u00e0 un percorso di formazione all\u2019esperienza dell\u2019affidamento. La fase di conoscenza e valutazione \u00e8 costituita da una serie di incontri (da 3 a 6 colloqui pi\u00f9 la visita domiciliare) organizzati dall\u2019\u00e9quipe affidamenti del Comune (assistenti sociali e psicologi). Nel caso di famiglia con figli \u00e8 necessario il loro coinvolgimento nel percorso di conoscenza con modalit\u00e0 concordate insieme ai genitori e compatibilmente con la loro et\u00e0. Allo stesso modo gli operatori si preoccuperanno di coinvolgere gli adulti conviventi con gli aspiranti affidatari. Nell\u2019attesa dell\u2019abbinamento, che pu\u00f2 richiedere un tempo pi\u00f9 o meno lungo e non facilmente quantificabile, gli aspiranti affidatari ritenuti idonei verranno inseriti in un percorso di formazione. La formazione pu\u00f2 essere effettuata prima, durante e dopo la fase della conoscenza e valutazione delle persone che vogliono accogliere. Questa fase deve essere condotta dall\u2019assistente sociale e dallo psicologo e, dove presente, dall\u2019educatore. I formatori devono aver cura di rendere consapevoli i partecipanti che la valutazione e la propria autovalutazione sono un processo protettivo indispensabile non solo per i minori che si vogliono aiutare, ma per i nuclei affidatari stessi. Si prevedono solitamente da 4 a 6 incontri a cadenza ravvicinata.<br \/>\nCome spiega l&#8217;Afaa, gli obiettivi della formazione sono molteplici: favorire negli affidatari la consapevolezza del proprio ruolo all\u2019interno della rete dell\u2019affido, stimolare una riflessione critica sulle dinamiche emotivo-relazionali che si attivano negli affidatari durante il progetto di affido e stimolare la visione del cambiamento che la famiglia affronter\u00e0 durante il progetto di affido. La formazione si deve attuare preferibilmente in gruppo, in quanto si tratta di un contesto privilegiato che permette l\u2019attivazione di dinamiche relazionali specifiche a ciascuno e favorisce lo scambio di punti di vista differenti. E\u2019 opportuno che il gruppo di formazione sia composto da persone allo stesso livello di esperienza rispetto all\u2019affido. Si possono utilizzare le diverse tecniche di conduzione dei gruppi, con l\u2019obiettivo di sollecitare l\u2019emergere di contenuti di tipo emotivo. E\u2019 auspicabile l\u2019utilizzo di strumenti diversi, come ad esempio: la testimonianza di una famiglia affidataria, la lettura di un progetto di affido, la visione di filmati sull\u2019argomento e giochi di ruolo.<br \/>\nNostro modesto parere personale: ben venga questo avvicinamento &#8220;di legge&#8221; tra affido e adozioni, ma crediamo che ci sia molto da &#8220;sburocratizzare&#8221; anche per quanto riguarda lo stesso affido familiare. La strada ci sembra ancora lunga. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcosa si muove nell&#8217;intricato mondo delle adozioni. 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