{"id":2083,"date":"2017-11-10T11:04:27","date_gmt":"2017-11-10T10:04:27","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=2083"},"modified":"2017-11-10T11:04:42","modified_gmt":"2017-11-10T10:04:42","slug":"piazza-san-carlo-perdonate-ma-vorremmo-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=2083","title":{"rendered":"Piazza San Carlo: perdonate, ma vorremmo sapere"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Ospito volentieri l&#8217;articolo di Juri Bossuto, tratto da &#8220;Lo Spiffero&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&#8220;I turisti che affollano il centro storico di Torino si dedicano agli acquisti presso i negozi griffati di via Lagrange, non respingendo le golose tentazioni dispensate dalle pasticcierie e cioccolaterie di antica tradizione artigiana, gi\u00e0 fornitrici della real casa. I visitatori della prima capitale d\u2019Italia sono anche disposti ad affrontare lunghe code per poter accedere ai locali del Museo Egizio, impegnandosi poi in piacevoli passeggiate attraverso le piazze e le vie della citt\u00e0 storica.<\/p>\n<p>Da alcuni mesi per\u00f2 il tour torinese comprende una nuova tappa imprescindibile, ossia piazza San Carlo. Il salotto della metropoli subalpina si manifesta quale ambita meta per molti di coloro che hanno seguito, sui media, l\u2019attacco di panico collettivo del 3 giugno scorso. I tanti selfie scattati mettendosi in posa davanti al Caval \u2018d Brons si prestano oramai esclusivamente a commenti del tipo \u201csiamo stati nel luogo in cui tutti calpestavano tutti, cadendo su una distesa di cocci di vetro e sporcando di sangue l\u2019intero centro storico\u201d: autoscatti convertiti quindi in tristi quanto cinici souvenir della permanenza in citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ho osservato personalmente turisti, soprattutto connazionali, chiedere informazioni a smarriti torinesi indicando la porzione di piazza sottoposta a sequestro dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria (innanzi al Caff\u00e8 Torino, riconoscibile grazie alla barriera di cemento e acciaio che la protegge): area eletta dall\u2019opinione pubblica quale riferimento simbolico della disperata corsa dei tifosi juventini.<\/p>\n<p>Le leggende metropolitane probabilmente nascono grazie alla determinazione popolare nell\u2019individuare siti che evocano tragedie, ossia luoghi capaci nel creare un mix di emozioni e morbosa curiosit\u00e0. Piazza San Carlo si presta bene ad essere prossimamente citata dalle guide turistiche per i fatti avvenuti durante la finale di coppa Juventus \u2013 Real Madrid. Situata nel cuore di Torino e fornita anche di un \u201caltare metaforico\u201d presso cui celebrare la sanguinosa notte di inizio giugno, l\u2019area intorno al monumento dedicato al Duca \u201cTesta di Ferro\u201d presenta cos\u00ec un ulteriore punto di interesse, seppur privo di un elemento fondamentale per la ricostruzione storica a fini turistici: il reale motivo scatenante la sciagura.<\/p>\n<p>A cinque mesi dalla brutale vicenda rimangono infatti ignote le cause che hanno generato oltre 1.500 feriti ed un morto. Circa 40.000 persone sono fuggite improvvisamente a rotta di collo per motivi ancor oggi misteriosi. Una sorta di allucinazione di massa, oppure un cinico scherzo che nessuno \u00e8 in grado di denunciare, \u00e8 forse alla base di accadimenti le cui origini sono tutt\u2019ora invisibili quanto oscure.<\/p>\n<p>Prescindendo dal nesso eziologico le indagini si sono comunque concentrate su una serie di presunti responsabili, anche se non \u00e8 dato sapere di cosa, tra cui la Sindaca e varie autorit\u00e0 pubbliche. L\u2019ipotesi di reato in capo agli indagati \u00e8 importante: omicidio colposo e concorso di reato per gli eventi susseguenti alla pessima gestione della manifestazione stessa.<\/p>\n<p>Inutile tornare sul tema \u201cgravi mancanze nell\u2019organizzazione\u201d, cos\u00ec come sui turni a cui sono stati sottoposti i civich a causa della giornata ecologica programmata per il giorno seguente: fatto che ha determinato una carenza organica della polizia locale proprio durante la diretta della finale calcistica. E\u2019 invece estremamente auspicabile individuare cosa o chi abbia generato il terrore generale.<\/p>\n<p>Piazza San Carlo sembra destinata storicamente ad essere la spianata degli enigmi. La discussione su quanto avvenuto nel lontano settembre 1864 ha richiesto circa 100 anni di silenzio assoluto. E\u2019 stato il Sindaco Novelli per primo ad aprire il carteggio inerente la dura repressione poliziesca ai danni dei torinesi scesi in piazza per pretendere spiegazioni dal governo, in seguito alla decisione repentina di spostare la capitale italiana a Firenze. Un\u2019azione di forza, da parte della questura, che ha lasciato sull\u2019acciottolato delle piazze Castello e San Carlo decine di caduti ed una moltitudine di feriti. In seguito autori quali Roberto Gremmo, seppur in un\u2019eccezione autonomista, Francesco Ambrosini e Valerio Monti hanno dettagliato la scansione di quelle terribili giornate di met\u00e0 Ottocento, riconsegnando in tal modo dignit\u00e0 storica a quei morti.<\/p>\n<p>Forse non dovranno trascorrere centocinquanta anni per poter finalmente fare luce sulla folle corsa del pubblico ritrovatosi innanzi al maxi schermo, speculare alla statua di Emanuele Filiberto, ma nel frattempo \u00e8 comunque augurabile non si apra la caccia a comodi capri espiatori. Il concorso di reato \u00e8 una della aggravanti imputate agli indagati seppur in assenza di un dolo e, ancor pi\u00f9, di un reato individuabile con certezza: insomma, un brancolamento nel buio delle indagini che marcia in parallelo all\u2019esigenza di trovare comunque dei responsabili penali. Un pantano pericoloso sia per la verit\u00e0 e sia per la consegna nelle mani della giustizia di quei funzionari negligenti che avevano il dovere di garantire la pubblica incolumit\u00e0; un fango altrettanto favorevole per tacitare in maniera tombale tutto quanto avvenuto la notte del 3 giugno scorso.<\/p>\n<p>Torino \u00e8 una citt\u00e0 coraggiosa: conosce bene la sofferenza sociale cos\u00ec come i repentini mutamenti economici ed industriali. La capitale subalpina da sempre accusa colpi terribili quanto destabilizzanti, ma ad ogni caduta riesce a rialzarsi facendo leva sulle proprie gambe.<\/p>\n<p>La classe operaia ha dato forza a questa metropoli sostenendola nei momenti pi\u00f9 bui. Oggi in sua assenza solo la Verit\u00e0 (in antitesi ai gruppi di potere) pu\u00f2 garantire un ennesimo nuovo futuro ai torinesi vecchi e nuovi&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/torino-piazza-san-carlo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2084\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/torino-piazza-san-carlo.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"563\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/torino-piazza-san-carlo.jpg 1000w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/torino-piazza-san-carlo-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/torino-piazza-san-carlo-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospito volentieri l&#8217;articolo di Juri Bossuto, tratto da &#8220;Lo Spiffero&#8221;. &#8220;I turisti che affollano il centro storico di Torino si dedicano agli acquisti presso i negozi griffati di via Lagrange, non respingendo le golose tentazioni dispensate dalle pasticcierie e cioccolaterie di antica tradizione artigiana, gi\u00e0 fornitrici della real casa. 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