{"id":2252,"date":"2018-05-22T19:01:40","date_gmt":"2018-05-22T17:01:40","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=2252"},"modified":"2018-05-22T19:03:23","modified_gmt":"2018-05-22T17:03:23","slug":"il-salone-del-libro-che-non-vuole-morire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=2252","title":{"rendered":"IL SALONE (DEL LIBRO) CHE NON VUOLE MORIRE"},"content":{"rendered":"<p><em>di Juri Bossuto<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Lo Spiffero&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La trentunesima edizione del\u00a0<strong>Salone del Libro di Torino<\/strong>\u00a0ha chiuso i battenti portando a casa anche quest\u2019anno un successo da\u00a0<strong>record<\/strong>. I visitatori hanno superato l\u2019importante numero raggiunto nel 2017 (143.815 ingressi) e folta \u00e8 stata anche la platea degli editori presenti al Lingotto: massiccio presidio editoriale che ha obbligato gli organizzatori a creare un padiglione apposito (il numero 4) al posto del previsto ristorante riservato a vip e giornalisti. Un trionfo annunciato anche dall\u2019entusiasmo del pubblico che ha assistito, mercoled\u00ec scorso presso le Ogr, al recital di Gifuni, \u201cCon il vostro irridente silenzio\u201d (in cui protagoniste sono le lettere di Aldo Moro scritte durante la sua prigionia).<\/p>\n<p>La manifestazione libraria torinese ad ogni nuova edizione sembra voler ribadire la\u00a0<strong>ferma volont\u00e0 di non voler morire<\/strong>, dimostrando al contempo non solamente una grande capacit\u00e0 di ripresa, ma anche il giustificato orgoglio derivante dall\u2019essere stata la prima nel suo genere in Italia.<\/p>\n<p>A riprova, sabato scorso gli organizzatori si sono addirittura trovati nella necessit\u00e0 di chiudere i cancelli della fiera per un\u2019ora, a fronte della grande massa di visitatori che giungeva al Lingotto: pubblico tanto determinato nel voler accedere ai padiglioni espositivi da affrontare una pioggia battente, grandine inclusa, e pazientare oltre ogni limite affrontando le lunghe code di attesa presso i punti di controllo personale, gestiti dalla sicurezza privata e dalle forze dell\u2019ordine. La manifestazione \u201cSalone Off\u201d ha confermato anch\u2019essa il bilancio positivo di quest\u2019anno con oltre 26.000 visitatori.<\/p>\n<p>Evidentemente il Salone \u00e8 una manifestazione che \u00e8 stata nel tempo\u00a0<strong>capace di creare un vero e proprio legame d\u2019affetto con i suoi visitatori<\/strong>. Un pubblico decisamente eterogeneo e dall\u2019et\u00e0 davvero variabile che richiama all\u2019immagine di una fiera rivolta a\u00a0tutti: dalle famiglie con bambini al seguito,agli studenti delle scuole superiori; dagli operatori del settoreagli appassionati divoratori di libri. Visitatori determinati, e dallo zaino in spalla, provenienti da tutte le provincie italiane nonch\u00e9 dall\u2019estero.<\/p>\n<p>Trascorrere una giornata al Lingotto, tra gli stand librari, significa entrare in una sorta di universo parallelo dove diventa possibile vedere inaspettatamente realizzarsi piccoli e grandi sogni culturali. Improvvisamente ci si pu\u00f2 infatti imbattere nell\u2019autore preferito, il cosiddetto \u201cmito\u201d, mentre questi cammina spedito per raggiungere la sala in cui una folla interessata lo attende per ascoltarlo; oppure, transitando tra un padiglione e l\u2019altrocon passo cadenzato ma pronti a cogliere ogni occasione che il Salone offre, \u00e8 possibile assistere all\u2019intervista del proprio musicista del cuore, colui che ci ha accompagnati nei momenti pi\u00f9 belli.<\/p>\n<p>Vagare per il Lingotto sovente si trasforma in un\u00a0<strong>viaggio metafisico<\/strong>\u00a0verso siti raggiungibili esclusivamente affidandosi al caso. Un cammino senza meta alcuna che, ad esempio, in poche ore pu\u00f2 permettere al cultore della flanerie di sorprendersi nell\u2019ascoltare qualche brano eseguito da Alberto Fortis; di imbattersi pochi minuti dopo in Dori Ghezzi mentre ricorda il grande De Andr\u00e8; di riprendere il cammino e farsi dedicare una tavola fumettistica dalla bravissima disegnatrice, del periodico Topolino, Silvia Ziche; di abbracciare per un selfie Roberto Saviano; di fare un cenno di saluto alla Sindaca Appendino, per poi lasciarsi rapire dalle note di un pianoforte ostaggio del grande jazzista Danilo Rea. Un percorso pieno di piacevoli insidie e spesso intrapreso con l\u2019intenzione di portarsi da un dibattito letterario all\u2019altro.<\/p>\n<p>Il ciclopico\u00a0<strong>contenitore onirico<\/strong>\u00a0ha quindi dato appuntamento ai suoi fans per l\u2019anno prossimo (dal 9 al 13 maggio). Nel frattempo, da questa rubrica possiamo auspicare che la grande organizzazione della kermesse subalpina non ci lasci pi\u00f9 con il fiato sospeso, ossia che nel 2019 si smetta di gettare i torinesi nell&#8217;oramai tradizionale dubbio amletico che sorge sempre alla vigilia dell\u2019inaugurazione del Salone stesso: \u201cSi far\u00e0 quest&#8217;anno o vincer\u00e0 Milano portandocelo via per sempre?\u201d.<\/p>\n<p>In un\u2019ottica di stabilizzazione indiscussa del primato fieristico librario torinese, sarebbe altrettanto gradito ci si potesse confrontare sui temi legati intimamente al Salone del futuro. Prioritario \u00e8 certamente\u00a0<strong>dare una collocazione stabile a coloro che lavorano<\/strong>, ed hanno lavorato in passato, al delicato confezionamento della fiera: dopo le vicende burrascose che hanno investito la Fondazione, di fatto affondandola, per i dipendenti si \u00e8 aperta una strada difficile quanto irta di pericoli che nessuno vorrebbe vedere terminare con gli usuali sacrifici umani. L\u2019edizione 2018 \u00e8 un progetto della Fondazione realizzato grazie all\u2019organizzazione del Circolo dei Lettori e della Fondazione per la Cultura Torino, con relativa delocalizzazione precaria dei dipendenti di via Santa Teresa (sede storica dell\u2019epoca Picchioni).<\/p>\n<p>Durante la conferenza stampa di fine evento, il direttore\u00a0<strong>Nicola Lagioia<\/strong>\u00a0ha comunque annunciato l\u2019impegno per consolidare i lavoratori stessi, cos\u00ec come una soluzione che permetta di accogliere un maggior numero di espositori (anche se \u201csoddisfare tutti \u00e8 geometricamente impossibile\u201d), anche a costo di togliere al Consiglio regionale piemontese il suo spazio istituzionale (come dichiara l\u2019assessore\u00a0<strong>Antonella Parigi<\/strong>).<\/p>\n<p>Infine, cercando piccole pecche nell\u2019edizione 2018, \u00e8 augurabile che in futuro gli ospiti del Salone, editori o stand regionali, e<strong>vitino di utilizzare i temi revisionistici<\/strong>\u00a0(in chiave antiunitaria) per richiamare l\u2019attenzione del pubblico ed i relativi incassi: un\u2019operazione commerciale affidata ad autori politicizzati, privi di etica scientifica e scarsamente dotati di capacit\u00e0 analitica storica (vedi ad esempio la bella mostra in cui \u00e8 collocato ogni anno il volumetto \u201cPiemontesi bastardi\u201d di\u00a0<strong>Luciano Cini<\/strong>).<\/p>\n<p>Argomenti che sembrano voler puntare alla costruzione di una irreversibile rivalit\u00e0 tra Regioni del Nord e del Sud Italia, distruggendo i protagonisti del Risorgimento (personaggi come\u00a0<strong>Garibaldi<\/strong>\u00a0o la capitale sabauda) anzich\u00e9 favorire il sano confronto storico dando spazio a tesi, anche contrapposte, supportate dalle ricerche e dalla seriet\u00e0 dei diversi propugnatori. Una speranza di ritrovata lucidit\u00e0 che temo si riveli vana alla luce del nuovo governo in formazione, e che dovr\u00e0 invece fare i conti con l\u2019ennesima pericolosa avanzata della cultura \u201cdell\u2019insorgenza\u201d regionale: cultura tendente a dividere ulteriormente questo malconcio Paese. In controtendenza a tale fenomeno di stampo nazionalista vale la pena\u00a0citare, ad esempio, l\u2019interessantissimo appuntamento librario indipendente svoltosi negli stessi giorni presso le palazzine ex Moi, dal titolo \u201cLibrincontro\u201d: manifestazione all\u2019insegna dell\u2019internazionalismo, dell\u2019inclusione e dell\u2019inchiesta politico-sociale.<\/p>\n<p>Il Salone si conferma comunque quale un immenso contenitore di Cultura: possente ed inimitabile. Questa premessa \u00e8 alla base della sua costante, quanto tenace,\u00a0<strong>voglia di rinascere<\/strong>\u00a0proponendosi sede indiscussa del confronto di idee e progetti, luogo che si rivolge costantemente ad adulti ed a giovanissimi (riducendo in tal modo l\u2019azione negativa di ciarlatani commercianti senza scrupoli).<\/p>\n<p>In tale ottica l\u2019obiettivo politico deve essere quello di rendere la fiera libraria un\u2019occasione sempre aperta a tutti: soprattutto a quei ragazzi oggi relegati in ghetti urbani ed extraurbani, in strade intrise di miti consumistici mescolati ad un continuo isolamento da quel mondo, della letteratura e dell\u2019arte espressiva, spesso visto come un ambito snob \u00a0per cui infrequentabile.<\/p>\n<p><strong>Libert\u00e0 di scrivere<\/strong>. Libert\u00e0 di essere pubblicati e letti dal pubblico. Libert\u00e0 di espressione nel nome dei principi sanciti dalla Carta costituzionale. Libert\u00e0 di confronto dialettico. Libert\u00e0 di patrocinare le tesi e le loro antitesi. Proteggiamo tutti insieme, nel nome della Libert\u00e0, Torino ed il suo magnifico Salone e sosteniamolo nella sua continua crescita.<\/p>\n<p>Arrivederci all\u2019edizione trentaduesima del 2019.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2253\" aria-describedby=\"caption-attachment-2253\" style=\"width: 2480px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/C_2_fotogallery_3012112_0_image.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2253\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/C_2_fotogallery_3012112_0_image.jpg\" alt=\"\" width=\"2480\" height=\"1763\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/C_2_fotogallery_3012112_0_image.jpg 2480w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/C_2_fotogallery_3012112_0_image-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/C_2_fotogallery_3012112_0_image-768x546.jpg 768w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/C_2_fotogallery_3012112_0_image-1024x728.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2480px) 100vw, 2480px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2253\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;amore&#8230;per i libri.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Juri Bossuto &#8220;Lo Spiffero&#8221; La trentunesima edizione del\u00a0Salone del Libro di Torino\u00a0ha chiuso i battenti portando a casa anche quest\u2019anno un successo da\u00a0record. 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