{"id":2378,"date":"2018-10-30T11:13:57","date_gmt":"2018-10-30T10:13:57","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=2378"},"modified":"2018-10-30T11:14:26","modified_gmt":"2018-10-30T10:14:26","slug":"te-la-do-io-la-torino-lione-ma-con-il-flixbus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=2378","title":{"rendered":"TE LA DO IO LA TORINO-LIONE: MA CON IL FLIXBUS!"},"content":{"rendered":"<p>dall&#8217;articolo di Cristiano Tassinari comparso su www.torinoggi.it il 21.10.2018<\/p>\n<p><strong><br \/>\nSe i Flixbus fossero stati inventati un po&#8217; di tempo prima, forse non avremmo mai sentito parlare della TAV, in particolare della famosa e famigerata linea Torino-Lione.<\/strong><br \/>\nPer chi, in realt\u00e0, non ha mai sentito parlare nemmeno dei Flixbus, urge una presentazione: \u00e8 un&#8217;azienda tedesca, fondata una decina di anni fa da tre ragazzotti di belle speranze, che manda in giro quegli autobus dallo sgargiante color verde, con le frecce arancioni \u2013 colori che sarebbero stati visibili anche ai tempi della nebbia che fu &#8211; che hanno ormai monopolizzato il mercato europeo dei viaggi low-cost.<br \/>\nViaggi a &#8220;basso costo&#8221;, certo, ma non in aereo e nemmeno in treno: sono gli autobus le nuove frontiere dei percorsi a lunga percorrenza (e pazienza) e con un eccellente rapporto qualit\u00e0-prezzo. Ecco, il prezzo: \u00e8 solo questo l\u2019unico criterio sulla scelta di un mezzo di trasporto o di un altro.<br \/>\nIo, da oltre un anno, vado con una certa regolarit\u00e0 a Lione per motivi di lavoro: nella maggior parte dei casi, prendo il Flixbus dagli stalli dell&#8217;autostazione in corso Vittorio Emanuele, proprio di fronte al Tribunale di Torino. Qualche volta, viceversa, ho preso il TGV che da Torino porta a fino a Lione e poi prosegue per Parigi (per fortuna, esistono anche i TGV diretti Torino-Parigi!). Per certi versi, quindi, sono piuttosto ferrato in materia e posso senz&#8217;altro anticiparvi che \u00e8 molto meglio prendere il Flixbus anzich\u00e8 il treno. A meno che non ci siano dei ladri di telefoni sull\u2019autobus\u2026<\/p>\n<p><strong>Il prezzo fa la differenza<\/strong><br \/>\nInnanzitutto il prezzo, dicevamo. Con tariffa regolare, un biglietto di sola andata in seconda classe da Torino Porta Susa alla stazione di Lyon Part-Dieu costa 69 euro e rotti. Un biglietto di sola andata da Torino-Vittorio Emanuele all&#8217;autostazione di Lyon Perrache, acquistato esclusivamente via Internet sul sito della Flixbus, pu\u00f2 costare anche soltanto 18,90 euro. Oppure 24 euro, oppure 34 o gi\u00f9 di l\u00ec, in base al giorno e all&#8217;orario della partenza (sei bus ogni giorno sulla tratta Torino-Lione) e a quanti giorni prima si prenota. Prezzi davvero concorrenziali. Nel peggiore dei casi, se dovete prendere al volo il Flixbus senza aver prenotato (se c&#8217;\u00e8 almeno un posto libero), vi coster\u00e0 50 euro tondi tondi, da pagare cash (non accettano bancomat o carte) al momento di salire a bordo. Tanti, 50 euro, per la media di Flixbus. Comunque meno rispetto al treno.<br \/>\nIl biglietto d\u00e0 diritto ad un bagaglio a mano da far salire in autobus e una valigia da mettere nella stiva. Eventuali ulteriori bagagli (c\u2019\u00e8 chi trasporta persino televisori o lavatrici) sono da pagare a parte. Con un euro in pi\u00f9 si pu\u00f2 pure prenotare il posto, zona corridoio o zona finestrino. L&#8217;autista, di solito un francese che non spiaccica una parola di italiano, vi convalida il biglietto &#8211; si pu\u00f2 stampare o mostrare il codice a barre ricevuto via mail direttamente dal telefonino -, vi informa sui servizi e sulle regole del Flixbus e vi augura &#8220;<em>bon voyage<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Bon voyage&#8221;<\/strong><br \/>\nQuali servizi e quali regole? Roba semplice: l&#8217;wi-fi funziona, ma le prese usb per ricaricare i telefoni no, sono tutte rotte, vendono bottiglie d&#8217;acqua e snack a un euro, c&#8217;\u00e8 la toilette vicino alla &#8220;poubelle&#8221; (il sacchetto dell&#8217;immondizia) e la &#8220;poubelle&#8221; vicino alla toilette, che non si pu\u00f2 usare fuori dall&#8217;autostrada e che tanto \u00e8 sempre chiusa e per usarla, se ce la fate a trattenervi, dove andare davanti e chiedere allo <em>chaffeur<\/em> di aprirvela. Poi, dentro, l&#8217;avvertimento in italiano maccheronico \u00e8 esilarante: &#8220;<em>Preghiera di lasciare questo luogo tanto proprio che desiderate trovare introducendolo<\/em>&#8220;.<br \/>\nDai, si parte. Durata del viaggio prevista con Flixbus: 4 ore 50 minuti, compresa la pausa obbligatoria di 30-40 minuti prevista per legge per l&#8217;autista (la sua tratta comincia a Milano e finisce a Clermont Ferrand).<br \/>\nQuelle poche volte in cui ci sono due autisti, di solito il venerd\u00ec pomeriggio, ma anche qualche altro giorno fortunato \u2013 con un servizio effettuato da una compagnia di autobus di Gallarate (Varese) con autisti che parlano l&#8217;italiano con un evidentissimo accento dell&#8217;Europa dell&#8217;Est \u2013 non c&#8217;\u00e8 bisogno di fare la pausa, visto che i due conducenti si danno il cambio. E mi spiace dirlo, lo dico sottovoce, ma guidano meglio gli autisti francesi&#8230;<br \/>\nDicevamo del tempo: 4 ore e 50 minuti, pi\u00f9 o meno, il Flixbus. Il treno Torino-Lione non ci mette molto meno: circa 4 ore 15 minuti. Ferma a Oulx, a Bardonecchia, a Modane (dove sale la Polizia, e si perde un bel po&#8217; di tempo), a Chambery e poi tira dritto senza mai essere un <em>Train \u00e0 Grande Vitesse<\/em>, anche perch\u00e8 i binari non lo permettono proprio.<\/p>\n<p><strong>Il primo scoglio: i controlli di Polizia<\/strong><br \/>\nDopo un&#8217;ora di viaggio molto tranquillo (i passeggeri del Flixbus, molti sono studenti, sono generalmente assai silenziosi, a meno che non ci sia qualche comitiva di italiani o arabi, obiettivamente i pi\u00f9 numerosi e rumorosi&#8230;), arriva il primo scoglio, il pi\u00f9 duro, per qualcuno addirittura insormontabile. Non si tratta del Tunnel del Frejus, bens\u00ec del controllo della Polizia di Frontiera francese, proprio un attimo prima del casello di Bardonecchia che immette nei 13 km del Tunnel del Frejus.<br \/>\nLa Polizia francese, che a quanto pare si \u00e8 completamente dimenticata del Tratto di Schengen, sale a bordo sempre con tono piuttosto sbrigativo e arrogante: i francesi e gli italiani non temono nulla, basta sventolare sotto il naso degli agenti la carta d&#8217;identit\u00e0 &#8211; anche se qualcuno azzarda talvolta la domanda &#8220;<em>Cosa va a fare a Lione?&#8221; <\/em>-, ma con i passeggeri &#8220;non europei&#8221; i frontalieri francesi sono davvero spietati. Si accaniscono soprattutto sui passeggeri neri, alcuni dei quali \u2013 per un motivo o per l&#8217;altro \u2013 non sono mai in regola con i documenti e i permessi di soggiorno. Fatto sta che, puntualmente, ogni volta, un paio di ragazzi africani sono costretti a scendere dal Flixbus, raccogliere mestamente i loro bagagli e seguire i poliziotti nel posto di Polizia di Frontiera. Che fine faranno poi? Temo nessuno si sia mai posto il problema. Una volta sono stati fatti scendere addirittura sette passeggeri in un colpo solo e, cinicamente, ho visto gli altri passeggeri a bordo addirittura felici e sollevati, perch\u00e8 l&#8217;autobus era strapieno e, senza quei sette, qualcuno poteva stare pi\u00f9 largo nel sedile&#8230;<\/p>\n<p><strong>Nessuna piet\u00e0 per i ladri di telefoni<\/strong><br \/>\nIl caso pi\u00f9 clamoroso di controlli di Polizia si \u00e8 verificato proprio l\u2019altro giorno, un episodio che devo assolutamente aggiungere a questo mio \u201creportage\u201d sulla Torino-Lione via Flixbus. Poco dopo l\u2019ingresso in territorio francese, e dopo aver superato gi\u00e0 il tradizionale controllo di frontiera, il nostro autobus verde-arancione viene affiancato nuovamente dalla Polizia di dogana, che indica di accostare in una piazzola. Con tono marziale ci ordinano di scendere tutti dal bus, di recuperare tutti i nostri bagagli ed effetti personali e di metterci uno di fianco all\u2019altro, con le nostre valigie e i nostri documenti. Se fossero altri tempi, scriverei di \u201crastrellamento\u201d.<br \/>\nPoi, finalmente, si capisce cosa stanno cercando: n\u00e9 clandestini n\u00e9 droga, ma una confezione rubata di sei telefoni cellulari, sottratti, a quanto pare, in un non meglio identificato negozio. Poich\u00e9 da Torino, quando sono salito io, non ci siamo mai fermati, il furto dev\u2019essere avvenuto prima della partenza a Milano, perch\u00e9 neppure da Milano a Torino ci sono fermate intermedie. Io stavo dormicchiando e sono stato uno degli ultimi a scendere. Ma altri \u2013 a quanto pare \u2013 sono stati assai veloci, a tal punto da correre nei bagni della piazzola (guarda caso c\u2019erano i bagni!). Bisogno urgente o mossa strategica?<br \/>\nUn battaglione di poliziotti ci perquisisce anche corporalmente, non soltanto le valigie e gli zaini e, naturalmente, non trovano niente. Poi, ad uno degli agenti, viene l\u2019idea di cercare nelle toilette della piazzola e, dopo qualche minuto, torna con la scatola di cellulari Huawei rubati. Dentro ce ne sono cinque, ma la confezione \u00e8 dai sei. Vuol dire che il sesto telefono il ladro lo sta gi\u00e0 usando e lo tiene con s\u00e9. Il tentativo maldestro di sbarazzarsi della refurtiva \u00e8 andato male. I poliziotti chiedono a tutti di mostrare i nostri cellulari personali, ma nessuno combacia con il modello di quelli rubati. \u201cSe non salta fuori il ladro, l\u2019autobus non riparte\u201d. Intanto, passa il tempo, passa almeno un\u2019ora e mezza, con i passeggeri spazientiti, si perdono appuntamenti, coincidenze, cose da fare. Qualcuno chiede se ci sono le telecamera di sorveglianza nei bagni, qualcun altro propone la raccolta delle impronte digitali e la ricerca del DNA. Tipo CSI-Flixbus. Quando, all\u2019improvviso, dopo essere ritornati a bordo in attesa di sviluppi, nei sedili posteriori vicini al mio succede qualcosa di strano. \u201cChe stai facendo?\u201d, sbraita un ragazzo senegalese alto e magro, rivolto ad un ragazzo arabo seduto dietro di lui. \u201cStai tentando di nascondere il telefono addosso a me? Per dare la colpa a me?\u201d, gli urla in faccia, in italiano. Anche il ragazzo arabo parla italiano e vive in Italia, lo dice lui stesso. Risponde solo: \u201cIo non c\u2019entro niente!\u201d. Il senegalese, spalleggiato da un amico, scende dall\u2019autobus e denuncia l\u2019accaduto ai poliziotti. Almeno in sei salgono a bordo, trascinando il ragazzo arabo gi\u00f9 dal Flixbus, lo perquisiscono dappertutto e, infine, gli trovano il telefono rubato che cercavano, diverso da quello che, in un primo momento, aveva mostrato agli agenti. Senza piet\u00e0 per il ladro di telefoni, il ragazzo viene ammanettato l\u00ec, davanti a noi che guardiamo increduli quella scena da telefilm poliziesco sotto i nostri occhi.<br \/>\nA quel punto, il giallo sembra risolto e l\u2019autobus pu\u00f2 ripartire.<br \/>\nTutto finito? Certo che no. Perch\u00e9 subito dopo, nel corridoio del bus, si scatena una gigantesca rissa tra i due senegalesi \u2013 definiti \u201cspioni\u201d \u2013 e un gruppo di ragazzi arabi che avevano fraternizzato con l\u2019arrestato. Volano insulti della peggior risma, in italiano corretto, da \u201cNeri di m\u2026\u201d a \u201cVoi siete dei ladri\u201d, volano anche calci e pugni, pure io \u2013 insieme ad altri passeggeri di buona volont\u00e0 \u2013 mi prodigo per far ritornare la calma, ma l\u2019autista ha proprio perso la pazienza, ferma il Flixbus nella prima area di servizio, scende e chiama di nuovo la Polizia. Quando gli stessi poliziotti di prima arrivano sul posto pensano forse di essere su \u201ccandid camera\u201d. \u201cAncora voi?\u201d, chiedono. I due senegalesi denunciano uno degli arabi con cui avevano ingaggiato il duello di cappa e spada \u201c(\u201cLui \u00e8 il complice del ladro, viaggiavano insieme\u201d) e i poliziotti se lo portano via, come se niente fosse, come se i due senegalesi fossero gli inventori della macchina della verit\u00e0.<br \/>\nNel frattempo abbiamo perso un\u2019altra mezzora, qualcuno ha persino applaudito i due senegalesi paladini della giustizia, l\u2019autista confessa \u201cMeglio se cambio lavoro, ne succedono cos\u00ec quasi tutti i giorni\u201d e la nostra (dis)avventura volge al termine.<br \/>\nIl resto del viaggio scorre placido e persino noioso. Meno male.<\/p>\n<p><strong>Bel tempo si spera<\/strong><br \/>\nSe, invece, tutto fila liscio, non ci sono ladri di telefoni e c&#8217;\u00e8 bel tempo, lo spettacolo delle Alpi viste dal finestrino \u00e8 incomparabile. Se c&#8217;\u00e8 la neve, per\u00f2, e magari pure un incidente, capita di rimanere in coda e arrivare a destinazione con cinque (!) ore di ritardo. Ma la neve crea grossi problemi anche ai treni che, peraltro, in Francia, sono sempre sotto la Spada di Damocle degli scioperi organizzati dagli implacabili sindacati d&#8217;Oltralpe.<br \/>\nPoco prima di Chambery, ecco la pausa obbligatoria. Pu\u00f2 servire per &#8220;riposare le orecchie&#8221; se avete avuto la sfortuna, come spesso mi capita, di avere come vicina di posto una bella ragazza africana che passa tutto il viaggio a parlare al telefono con il fidanzato, naturalmente con il loro tipico tono di voce &#8220;leggermente&#8221; alto. Ma, soprattutto: che vantaggiosissime tariffe telefoniche hanno? Le voglio anch&#8217;io!<\/p>\n<p><strong>Il peggior autogrill dell&#8217;Europa Occidentale<\/strong><br \/>\nL&#8217;autogrill, di solito sempre lo stesso (avranno una convenzione?), \u00e8 uno dei pi\u00f9 tristi e ventosi di tutta l&#8217;Europa Occidentale. Rispetto agli autogrill italiani sembra una stazione di servizio degli anni &#8217;70, per\u00f2 con prezzi alle stelle tipo Hotel Ritz di Parigi (una spremuta d&#8217;arancio 4,80 euro scontrino alla mano!). In compenso, sul treno, si pu\u00f2 provare, in esclusiva, un altrimenti introvabile muffin al cioccolato bianco e lamponi. Roba da pasticceri stellati! Ma, anche in questo caso, ci vuole un pezzo da 5 euro e di resto vi tornano ben pochi spiccioli.<br \/>\nLa mezzoretta di pausa in autogrill passa, comunque, velocemente, ma se d&#8217;inverno vi azzardate ad attendere l&#8217;apertura del bus cinque minuti prima (l&#8217;autista dice un orario di ritrovo e chi c&#8217;\u00e8 c&#8217;\u00e8, chi non c&#8217;\u00e8 va a Lione a piedi, ma \u00e8 sempre un orario da barbiere&#8230;) rischiate di beccarvi sulla nuca una sventagliata di un quarto d&#8217;ora di vento gelido e impetuoso, anche in maggio e a settembre. A luglio e ad agosto, \u00e8 solo impetuoso.<br \/>\nCome quella volta che, quest&#8217;estate, all&#8217;autogrill ci siamo rimasti&#8230;6 ore! E&#8217; successo, infatti, che \u2013 durante la pausa \u2013 l&#8217;autista si \u00e8 sentito male, ha accusato un malore, ha chiamato l&#8217;ambulanza, l&#8217;hanno caricato e portato via. Meglio che gli sia successo quando eravamo fermi e non mentre eravamo in marcia, no? Questo \u00e8 fuori di dubbio. Ma noi siamo rimasti l\u00ec, abbandonati a noi stessi, in attesa di sviluppi e soluzioni. Alla fine, dopo inutili imbestialite telefonate in tutte le lingue al call center della Flixbus, a tutti i passeggeri \u00e8 arrivato un messaggio sms (il numero di cellulare va segnalato all&#8217;atto dell&#8217;acquisto del biglietto sul sito): &#8220;<em>Il prossimo Flixbus sulla linea Torino-Lione avr\u00e0 a bordo un altro autista, che prender\u00e0 possesso del vostro mezzo e vi condurr\u00e0 a Lione. Nel frattempo, potrete provvedere alla richiesta on-line di rimborso del biglietto e, presentando lo scontrino, sarebbe rimborsati delle spese effettuate in autogrill fino ad un massimo di euro 10&#8243;. <\/em>Capite bene che, con la cifra che vi ho detto prima per la spremuta d&#8217;arancia, con euro 10 non si va tanto lontani&#8230;.<br \/>\nAlla fine, bene o male, tra una Settimana Enigmistica e uno smanettamento frenetico sullo smartphone, le sei ore sono passate. Ma il peggio doveva ancora arrivare: quando il secondo autista, sbarcato dall&#8217;altro Flixbus, ha annunciato urbi et orbi che doveva fare la pausa obbligatoria di 40 minuti, noi passeggeri infuriati lo stavano letteralmente per linciare. E&#8217; dovuta intervenire una pattuglia della Gendarmerie, chiamata dagli spaventati titolari dell&#8217;autogrill, per sedare i tumulti provocati da quei temibili &#8220;black-bloc&#8221; dei viaggi low-cost.<\/p>\n<p><strong>Siamo quasi arrivati, se l&#8217;autista non sbaglia strada&#8230;<\/strong><br \/>\nSe tutto procede liscio come l&#8217;olio, come succede in realt\u00e0 quasi sempre, dal momento in cui si riparte dopo la pausa, manca solo circa un&#8217;ora e mezza all&#8217;arrivo a Lione. E, quindi, siamo gi\u00e0 virtualmente in discesa. Se non trovate i soliti autisti di Gallarate che, invece, di prendere la direzione Lione tirano dritto e stanno per andare a Marsiglia, se qualche attento passeggero non glielo fa loro gentilmente notare: &#8220;<em>Ma dove minchia state andando<\/em>?&#8221;, chiede un ragazzo siciliano. &#8220;<em>Scusare, noi poche volte che veniamo in Lione<\/em>&#8220;, risponde uno dei due autisti con l\u2019accento dell&#8217;Est. Correggono il tiro e ci consegnano sani, salvi e persino puntuali all&#8217;autostazione di Lyon-Perrache.<br \/>\nPer dovere di cronaca, gli autisti dell&#8217;Est europeo sono davvero esilaranti nel loro italiano maccheronico-balcanico, come quella volta, durante un viaggio in piena estate, che ne se ne uscirono con questo annuncio dal microfono del bus: &#8220;Si prega di metere piedi in scarpe perch\u00e8 tropa puza di piedi e non pozzo guidare&#8230;altrimenti devo alzare aria condizionata a massimo per battere puza di piedi&#8221;, con conseguente controllo &#8220;visivo e olfattivo&#8221; di tutti i passeggeri, uno ad uno, molti dei quali effettivamente costretti a inforcare di nuovo le calzature. Per buona pace delle nostre sensibili narici.<\/p>\n<p><strong>Controlli si o controlli no?<\/strong><br \/>\nA parte una temperatura spesso siberiana dovuta proprio all&#8217;aria condizionata un tantino troppo alta, il viaggio di ritorno, da Lione a Torino, scivola via pi\u00f9 o meno tranquillamente sulla stessa falsariga, ma con una fondamentale differenza rispetto all&#8217;andata: se per entrare in Francia c&#8217;\u00e8 uno spietato sistema di controlli di Polizia, per tornare in Italia&#8230;non c&#8217;\u00e8 niente e nessuno. E sono tutti contenti, anche gli &#8220;integralisti&#8221; dei controlli ad oltranza, perch\u00e8 &#8220;<em>almeno non stiamo fermi mezzora<\/em>&#8220;, anche se poi, non so bene perch\u00e8, la durata del viaggio \u00e8 sempre la stessa.<br \/>\nSe prendete il treno, viceversa, vi beccate il controllo di Polizia &#8211; quella francese, mica quella italiana, s&#8217;intende &#8211; anche in uscita e, francamente, dopo un po&#8217;, non se ne pu\u00f2 davvero pi\u00f9. Anche se, devo ammettere, il tipo di \u201cclientela\u201d \u00e8 diversa e dal treno non ho mai visto sbattere gi\u00f9 nessuno senza i documenti in regola. Poi, ovvio, rimane il dubbio: ma perch\u00e8 i controlli li fanno in Francia e non in Italia? Perch\u00e8 il controllo sul treno lo fanno anche in uscita dal territorio francese e non lo fanno pure sul Flixbus?<br \/>\nMisteri della geopolitica internazionale. Ma, anche per questo, per andare a Lione \u2013 se siete in regola e non avete rubato niente \u2013\u00e8 meglio il Flixbus del treno.<br \/>\nAttendendo (o no?) l&#8217;arrivo della TAV.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/PAUSA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2379\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/PAUSA.jpg\" alt=\"\" width=\"1440\" height=\"1080\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/PAUSA.jpg 1440w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/PAUSA-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/PAUSA-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/PAUSA-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1440px) 100vw, 1440px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dall&#8217;articolo di Cristiano Tassinari comparso su www.torinoggi.it il 21.10.2018 Se i Flixbus fossero stati inventati un po&#8217; di tempo prima, forse non avremmo mai sentito parlare della TAV, in particolare della famosa e famigerata linea Torino-Lione. 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