{"id":2388,"date":"2018-11-12T12:02:18","date_gmt":"2018-11-12T11:02:18","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=2388"},"modified":"2018-11-12T12:02:44","modified_gmt":"2018-11-12T11:02:44","slug":"ognissanti-gli-os-dij-mort-piemontesi-inscatolati-nei-supermercati-francesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=2388","title":{"rendered":"OGNISSANTI: GLI &#8220;OS DIJ MORT&#8221; PIEMONTESI INSCATOLATI NEI SUPERMERCATI FRANCESI"},"content":{"rendered":"<div>Di italiano o, persino, di piemontese si trova sempre qualcosa in Francia. Soprattutto in ambito enogastronomico. Ed ecco che, in un qualunque supermercato della catena Casino (prego, leggere alla francese, con accento tipo Platin\u00ec), si trovano i biscotti &#8220;Les surprenants Pi\u00e8mont&#8221;, fatti &#8211; c&#8217;\u00e8 scritto sulla scatola &#8211; con cioccolato svizzero. Li ho subito comprati, a 2 euro e 51, un po&#8217; perch\u00e9 sono goloso e un po&#8217; perch\u00e9 volevo proprio sapere l&#8217;origine del nome &#8220;Pi\u00e8mont&#8221; di questi biscotti, visto che non sono fatti con il cioccolato e con le nocciole piemontesi, ma con il cioccolato svizzero, poi impacchettato e plastificato per la grande distribuzione. Chiedendo a qualche collega francese e curiosando sul web, ho scoperto che questi &#8220;Pi\u00e8mont&#8221; (ricordatevi l&#8217;accento, i cugini d&#8217;Oltralpe ci tengono) dalla forma lunga e affusolata non sono altro che la derivazione commerciale (e molto liberamente tratta) degli'&#8221;<i>Ossi dei morti<\/i>&#8220;, tradizionale dolce piemontese tipico del periodo di Ognissanti, l&#8217;1, il 2 di novembre e dintorni, compresa la celebrazione dei defunti. Da cui, ovviamente, deriva il nome, che proviene dal piemontese &#8220;<i>os dij mort<\/i>&#8220;. Tra l&#8217;altro &#8220;ossi&#8221;, in questo caso, \u00e8 il giusto plurale di &#8220;osso&#8221;, come conferma la Treccani e come ci ricorda poeticamente Eugenio Montale con i suoi &#8220;Ossi di seppia&#8221;<\/div>\n<div>La titolare del supermercato Casino della Croix Rousse a Lione, una biondona dalle forme generose che sembra apprezzare i dolci, mi ha detto, testualmente: &#8220;I Pi\u00e8mont? Vanno via come il pane&#8221;, e mi ha specificato che loro ce li hanno sugli scaffali tutto l&#8217;anno, mica solo ad inizio novembre. Furbi, eh?<br \/>\nComunque, se sapete dell&#8217;esistenza anche in Italia e in Piemonte, di questi biscotti &#8220;Pi\u00e9mont&#8221;, fatemi un fischio. Non si finisce mai di imparare. E di assaggiare.<b>Una tradizione che continua<\/b><br \/>\nMa sono cosi conosciuti questi &#8220;Ossi dei morti&#8221; dalle nostre parti? Si fanno ancora in casa? L&#8217;ho chiesto in giro e anche ai miei contatti su Facebook, la miglior piattaforma &#8220;tuttologica&#8221; di tutti i tempi: e allora sembra proprio di si, sembra proprio che questi dolci novembrini abbiano ancora un certo successo, soprattutto tra le famiglie (e le pasticcerie) pi\u00f9 legate alla tradizione.<br \/>\nIo li conosco poco, lo ammetto, ma io non faccio testo, in quanto emiliano trapiantato un po&#8217; a Torino e un po&#8217; a Lione: per noi i dolci della celebrazione dei Defunti sono i &#8220;favetti&#8221; o le &#8220;raviole&#8221;- di cui un giorno vi parler\u00f2 &#8211; e che, stranamente, vanno bene sia ad Halloween (anche se non esisteva, ai tempi in cui impastava e infornava mia mamma) che a Carnevale. Evidentemente, anche certi dolci (come certi amori) &#8220;fanno dei giri immensi e poi ritornano&#8221; (per la citazione si ringrazia Antonello Venditti).<\/p>\n<p><b>I biscotti &#8220;liberamente tratti&#8221; non sono affatto male\u00a0<\/b><br \/>\nGli ingredienti? Vi risparmio la ricetta completa dei biscotti del supermercato, fatti con il 49% di cioccolato nero e di altra roba tipo\u00a0<i>huiles v\u00e9g\u00e9tales<\/i>\u00a0(<i>palmiste, coco, tournesol<\/i>: il famigerato olio di palma, quello di cocco e quello di girasole) pi\u00f9\u00a0<i>sirop de glucose<\/i>\u00a0e via discorrendo. Per\u00f2, vi dir\u00f2: il risultato \u00e8 buono e crea dipendenza: ho appena fatto in tempo a fare la foto per l&#8217;articolo con la confezione piena che la confezione, un attimo dopo, era gi\u00e0 vuota. Per fortuna ne avevo preso due scatole. Previdente, no?<\/p>\n<p><b>Le mille varianti degli &#8220;Ossi dei morti&#8221;<\/b><br \/>\nNella ricetta originale degli &#8220;Ossi&#8221;, con dozzine di varianti regionali, troneggiano farina, uova, zucchero, mandorle, nocciole, cioccolato, frutta candita, marmellata, cannella, chiodi di garofano, zenzero, fichi secchi e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta e, a seconda del tipo di &#8220;ossa&#8221;, i biscotti possono essere bianchi, marroni o rosa (con un cicinino di colorante, temo), pi\u00f9 o meno morbidi, croccanti o duri (un&#8217;amica mi ha detto &#8220;sono duri come le ossa, rischi di spaccarti i denti, ma quanto sono buoni&#8221;&#8230;). Io, in realt\u00e0, alla mia dentiera naturale ci terrei ancora.<\/p>\n<\/div>\n<div>Comunque, poi ci sono le &#8220;Fave dei morti&#8221;, declinazione made in Romagna, che hanno pi\u00f9 l&#8217;aspetto di un amaretto, poi c&#8217;\u00e8 il &#8220;Pane dei morti&#8221;, un dolce secco decisamente speziato anche lui di lontana origine piemontese, altre versioni degli &#8220;Ossi&#8221; in Sicilia e in Veneto e &#8211; insomma -potremmo continuare a parlare di questi dolci tipici fino al 2 novembre del 2019&#8230;<br \/>\nMa perch\u00e8 si chiamano &#8220;Ossi dei morti&#8221;? Secondo la leggenda (e pure secondo Wikipedia) &#8211; ma del resto si intuisce facilmente &#8211; il nome \u00e8 dovuto alla forma e alla consistenza di questi dolci, che sembrano proprio quelle di un osso. In diverse zone d&#8217;Italia, nella notte tra il 1. e il 2 novembre, esiste ancora la tradizione di stendere tutti questi dolci sulle tavole imbandite, convinti che possano essere di gradimento ai familiari defunti.<b>In Francia? Solo macarons e madeleine<\/b><br \/>\nMa io ora voglio scoprire questi dolci &#8220;Ossi dei morti&#8221; o &#8220;Pi\u00e8mont&#8221; dal &#8220;vivo&#8221;, cio\u00e8 in una pasticceria, una pasticceria francese. E quindi ho perlustrato tutte le vetrine delle otto pasticcerie del centro di Lione, in Rue de la R\u00e8publique, e in qualcuna sono pure entrato a chiedere lumi e dolci informazioni. Posso, quindi, dirvi con cognizione di causa, che degli &#8220;Ossi dei morti&#8221; i francesi non ne sanno proprio una mazza, ma se poi spieghi loro qualcosa sui biscotti di Ognissanti, rispondono &#8220;Ah, i biscotti Torino&#8221;, almeno per sentito dire. Biscotti Torino, capito? Un&#8217;altra definizione. Chiss\u00e0 come chiamerebbero i leggendari Krumiri di Casale Monferrato&#8230;.<br \/>\nLa graziosa commessa di &#8220;Eric Kayser&#8221;, nota pasticceria artigianale diventata una catena in tutta la Francia, mi suggerisce di provare i loro biscotti di Ognissanti, una confezione anonima &#8220;<i>croquant noisette amandes<\/i>&#8221; (croccante nocciole mandorle) che assomigliano, molto ma molto vagamente, proprio agli &#8220;Ossi dei morti&#8221;. E per essere buoni sono buoni, ma sono i biscotti pi\u00f9 sbriciolosi del Pianeta Terra e, in effetti, anche con loro la dentiera \u00e8 a forte rischio&#8230;<br \/>\nPer il resto, nelle pasticcerie francesi vige il motto &#8220;paese che vai, dolci che trovi&#8221;. Quindi: macarons ovunque (belli colorati, ma sopravvalutatissimi, diciamo la verit\u00e0) , madeleine di proustiana memoria e cioccolatini di lusso in eleganti confezioni altrettanto di lusso, come da &#8220;Voisin&#8221;, che pi\u00f9 che una pasticceria sembra una gioielleria (anche nel prezzo). Per il resto, in questi giorni, tra mille zucche zuccherate di Halloween, al massimo spunta il miglior tiramis\u00f9 di Lione, che lo fanno in una pizzeria napoletana che si chiama proprio &#8220;O&#8217; Tiramis\u00f9&#8221;, con le partite piratate del Napoli sul maxischermo e pure in un locale che si chiama &#8220;Piada: un po&#8217; di italianit\u00e0&#8221; (non proprio la piadina romagnola, ma la loro versione con sardine e crema di cipolla rosse di Tropea \u00e8 da sballo!).<\/p>\n<p><b>Nostalgie alimentari italiane<\/b><br \/>\nBasta, basta, non voglio mica fare come quegli italiani che ascoltano Toto Cotugno (mito degli emigranti) e sul gruppo di Facebook &#8220;Italiani a Lione&#8221; scrivono solo di nostalgie alimentari del tipo &#8220;Ma dove posso trovare il pane carasau?&#8221;, al che io ho risposto: &#8220;Torna in Sardegna!&#8221;. E mi sa che anche io, per provare i veri &#8220;os dij mort&#8221;, dovr\u00f2 tornare in Piemonte. Intanto, per non sentire la nostalgia canaglia, mi sono comprato un&#8217;altra scatola di &#8220;Les suprenants Pi\u00e8mont&#8221;, sempre pi\u00f9 sorprendenti, sempre pi\u00f9 buoni. E non demordo sulle origini e sulla diffusione della pasticceria piemontese.<br \/>\nLa prossima indagine gastronomica sui dolci piemontesi nel mondo? I cuneesi al rhum&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<figure id=\"attachment_2389\" aria-describedby=\"caption-attachment-2389\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/TORINO-OGGI-RARISSIMO-PRIMO-PIANO-DEI-PIEMONT-PRIMA-DI-ESSERE-DIVORATI-DAL-CRONISTA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2389\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/TORINO-OGGI-RARISSIMO-PRIMO-PIANO-DEI-PIEMONT-PRIMA-DI-ESSERE-DIVORATI-DAL-CRONISTA.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/TORINO-OGGI-RARISSIMO-PRIMO-PIANO-DEI-PIEMONT-PRIMA-DI-ESSERE-DIVORATI-DAL-CRONISTA.jpg 960w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/TORINO-OGGI-RARISSIMO-PRIMO-PIANO-DEI-PIEMONT-PRIMA-DI-ESSERE-DIVORATI-DAL-CRONISTA-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/TORINO-OGGI-RARISSIMO-PRIMO-PIANO-DEI-PIEMONT-PRIMA-DI-ESSERE-DIVORATI-DAL-CRONISTA-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2389\" class=\"wp-caption-text\">Prima che siano finiti&#8230;&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di italiano o, persino, di piemontese si trova sempre qualcosa in Francia. 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