{"id":2625,"date":"2019-06-17T14:41:20","date_gmt":"2019-06-17T12:41:20","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=2625"},"modified":"2019-06-17T14:41:29","modified_gmt":"2019-06-17T12:41:29","slug":"albertone-romano-di-nascita-italiano-di-professione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=2625","title":{"rendered":"Albertone, romano di nascita, italiano di professione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Luca Colantoni<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il 15 giugno. Accendo il computer e dopo aver controllato la mail e altre due cose, conoscendo a memoria questa data, mi soffermo a leggere sui social i vari commenti e auguri che in tantissimi stanno facendo ad Alberto Sordi nel giorno del suo compleanno.<\/p>\n<p><strong>Tanti anni ormai senza il mitico Albertone il cui ricordo resta sempre vivo nel cuore di tutti. A met\u00e0 anni \u201990, agli inizi del mio lavoro di giornalista, lo avevo addirittura conosciuto e intervistato ed \u00e8 vero, lo incontri una volta e ti resta dentro, come se avessi preso parte a un suo film, ricordo come fosse ieri l\u2019emozione di entrare nel suo ufficio al centro storico di Roma, quella di quando \u00e8 arrivato ed \u00e8 inciampato nella porta dell\u2019ascensore esclamando con quel vocione: <em>\u201cAhooo\u2026e che cazzo, tutte e vorte!!!\u201d<\/em>\u2026 la colazione offerta: <em>\u201cvolete du tramezzini, aho, nun fate complimenti\u201d,<\/em> le foto che abbiamo fatto insieme (che appena ritrovo pubblico) e ricordo la citofonata della collega che doveva intervistarlo dopo di me e lui che disse: \u201cAh, dev\u2019esse quella culona di\u2026\u201d\u2026 ahim\u00e8 ricordo anche quando arriv\u00f2 la notizia della sua morte, ricordo i pianti, la radio dove lavoravo che interruppe le trasmissioni e io che per tutto il giorno lascio i miei report, allora calcistici, e divento il cronista della giornata pi\u00f9 triste, e non solo per i romani. Subito davanti casa, poi al seguito del carro funebre fino al Campidoglio, l\u2019allestimento della camera ardente e avere il privilegio visto che ero l\u00ec con il \u201ctesserino\u201d e lo ammetto, mi sono mischiato tra i parenti (gli altri, in seguito, lo avrebbero visto solo a distanza) di potergli toccare l\u2019ultima volta la mano.<\/strong><br \/>\n<strong> Ricordo gli occhi lucidi dei miei amici Andrea e Andrea la sera quando siamo tornati al Campidoglio e ricordo il giorno dei funerali\u2026 una sarabanda di emozioni che oltre a raccontare in radio, provai a mettere nero su bianco proprio per il giornale per il quale lo avevo intervistato anni prima (La Gazzetta della Capitale). Questo \u00e8 proprio quel mio articolo: lo ripropongo oggi copiandolo e incollandolo cos\u00ec come \u00e8 stato scritto, magari in maniera banale e impulsiva, da <em>\u201cragazzetto alle prime armi\u201d<\/em>, ma (credo) con il cuore\u2026 Ciao Alberto e ancora Buon Compleanno, ovunque tu sia\u2026<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Alberto_Sordi_-_scena_degli_spaghetti_-_Un_americano_a_Roma_1954.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2626\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Alberto_Sordi_-_scena_degli_spaghetti_-_Un_americano_a_Roma_1954.jpg\" alt=\"\" width=\"1637\" height=\"942\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Alberto_Sordi_-_scena_degli_spaghetti_-_Un_americano_a_Roma_1954.jpg 1637w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Alberto_Sordi_-_scena_degli_spaghetti_-_Un_americano_a_Roma_1954-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Alberto_Sordi_-_scena_degli_spaghetti_-_Un_americano_a_Roma_1954-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Alberto_Sordi_-_scena_degli_spaghetti_-_Un_americano_a_Roma_1954-1024x589.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1637px) 100vw, 1637px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>\u201cAlbertone, romano di nascita, italiano di professione\u201d<\/strong><br \/>\n<strong> (di Luca Colantoni)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cAho, e sto a scherz\u00e0 \u2026\u201d!! Chiss\u00e0 quanti avrebbero voluto sentire questa frase dopo che la notizia \u00e8 cominciata a circolare. Magari accompagnata da quella risata e quel modo di fare tutto romano che avrebbe avuto il significato di un \u2026 ce siete cascati \u00e8? E invece no. Alberto Sordi era andato via veramente, di notte, senza troppi clamori, un po\u2019 come \u00e8 stato il suo stile di vita: sempre alla ribalta, ma schivo nelle sue cose pi\u00f9 personali.<\/strong><br \/>\n<strong> Roma ha capito a met\u00e0 mattinata, una anonima met\u00e0 mattinata di fine febbraio e subito dopo il tam tam di radio e televisioni si \u00e8 creata una folla spontanea sotto la residenza di colui che per i romani aveva fatto molto, rappresentandoli nel mondo in tutte le sfaccettature. Poi, in 500mila alla camera ardente al Campidoglio, in fila, silenziosi, commossi. Quindi i funerali, gli stessi 500mila, forse di pi\u00f9\u2026 e quella folla \u00e8 stata un atto dovuto, un ringraziamento, insomma, un vero e proprio atto d\u2019amore verso chi aveva riversato fiumi d\u2019amore verso la citt\u00e0 eterna.<\/strong><br \/>\n<strong> \u201cAlb\u00e8, sto film proprio nun ce lo dovevi fa ved\u00e8 \u2026\u201d, \u00e8 stato uno dei tanti commenti della gente, commossa, in quella Piazza Numa Pompilio gremita poco dopo la triste notizia. In tantissimi hanno portato dei fiori, altri piangevano, molti attaccavano al muro dei biglietti, altri ancora erano pronti a ricordare le battute pi\u00f9 famose dei suoi film.<\/strong><br \/>\n<strong> Gi\u00e0, le battute, entrate di diritto in quella zona che per convenzione definiamo il mito, ma che prima di tutto sono entrate a far parte della quotidianit\u00e0. Alzi la mano chi di fronte ad un piatto di spaghetti non ha mai esclamato almeno una volta: \u201cM\u2019hai provocato e io ti distruggo, me te magno\u2026\u201d. E ancora, guardando l\u2019orologio, a quanti di noi viene spontaneo dire: \u201cSor Marchese, \u00e8 l\u2019ora\u2026\u201d\u2026 la stessa frase-epitaffio che ha voluto sulla sua tomba\u2026<\/strong><br \/>\n<strong> Sordi ha lasciato una eredit\u00e0 pesante da raccogliere: 190 film nei quali ha rappresentato tutto ed il contrario di tutto, i suoi personaggi erano per la maggior parte romani, ma lui era romano di nascita e italiano di professione e quindi la sua forza \u00e8 stata quella di far vedere al mondo intero chi \u00e8 l\u2019Italiano, come la pensa, come agisce nelle varie situazioni della vita, come lavora, come sogna e come \u00e8 fiero di esserlo.<\/strong><br \/>\n<strong> Quest\u2019ultima affermazione riporta alla mente uno dei capolavori del cinema, \u201cLa Grande Guerra\u201d: insolente, imboscato, poca voglia di partecipare all\u2019evento bellico, ma alla fine vedendolo di fronte al plotone d\u2019esecuzione, morire pur di difendere un amico, milanese, un ideale e una bandiera, ha fatto tirare fuori i fazzoletti a molti. E la tirchieria? Non scherziamo, \u00e8 la classica leggenda popolare.<\/strong><br \/>\n<strong> Lui era nato a Piazza San Cosimato, in mezzo alla gente, e da qui \u00e8 nato il suo saper gestire il denaro guadagnato all\u2019inizio con grande fatica. Ultimamente aveva donato un terreno per la costruzione di un ospedale, manteneva dei bambini con una adozione a distanza, ma forse i pi\u00f9 non lo sapevano, ma lui voleva cos\u00ec. Aveva creato una fondazione per i giovani attori affinch\u00e9 venissero scoperti e non abbandonati. Avrebbe voluto vedere Roma, la sua citt\u00e0, libera dal traffico con la rivalutazione dei suoi monumenti, \u00e8 stato Sindaco per un giorno e se fosse stato possibile, avrebbe firmato tutti i documenti necessari per farlo. Era tifoso della Roma, ma amato anche dai tifosi della Lazio \u2026 da tutti, nessuno escluso \u2026 !!!<\/strong><br \/>\n<strong> In una famosa battuta tratta dal Marchese del Grillo, lui nobile si rivolge al popolo dicendo \u201c\u2026Io so io e voi nun siete un c\u2026\u201d!! Non lo pensava di certo, era solo un modo per far ridere l\u2019ennesima volta.<\/strong><br \/>\n<strong> Il ricordo personale \u00e8 quello della prima intervista \u201cseria e vera\u201d fatta agli inizi della mia carriera giornalistica e quindi, avendolo incontrato, l\u2019emozione non pu\u00f2 che salire alle stelle, e sar\u00e0 cos\u00ec sempre, anche in futuro, a distanza di anni: quaranta minuti di chiacchiere, splendide, importanti, divertenti e \u2026 una stretta di mano difficile da dimenticare con una foto che porto nell\u2019album dei ricordi pi\u00f9 cari.<\/strong><br \/>\n<strong> Leggendo la strofa di una sua canzone scritta mentre doppiava il mitico Ollio, star\u00e0 guardando quei famosi<em>\u201casini che volano nel cielo\u201d<\/em>\u2026 ma questi asini, di colpo, si saranno trasformati in angeli. Angeli pronti ad accoglierlo ed accompagnarlo nel paradiso dei grandi.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Colantoni \u00c8 il 15 giugno. Accendo il computer e dopo aver controllato la mail e altre due cose, conoscendo a memoria questa data, mi soffermo a leggere sui social i vari commenti e auguri che in tantissimi stanno facendo ad Alberto Sordi nel giorno del suo compleanno. 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