{"id":2631,"date":"2019-06-23T22:56:20","date_gmt":"2019-06-23T20:56:20","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=2631"},"modified":"2019-06-23T22:56:20","modified_gmt":"2019-06-23T20:56:20","slug":"il-favoloso-mondo-dei-senza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=2631","title":{"rendered":"il favoloso mondo dei &#8220;senza&#8221;"},"content":{"rendered":"<div>All&#8217;inizio, fu la margarina. Il primo prodotto ad essere &#8220;demonizzato&#8221; sulle cucine italiane, e anche dall&#8217;opinione pubblica, in quanto considerata troppo grassa e, quindi, ben presto sparita dalla ricette, bench\u00e8 &#8211; viceversa &#8211; sia tutt&#8217;altro che sparita dagli scaffali dei supermercati. Ma ora, da diversi anni ormai, all&#8217;indice alimentare \u00e8 arrivato il &#8220;maledetto&#8221; olio di palma. Praticamente tutti biscotti e le merendine pubblicizzate in tv puntano sul potere etico &#8211; e commerciale, certo &#8211; della frase magica &#8220;senza olio di palma&#8221;. Resiste solo la Nutella, visto che l&#8217;azienda produttrice, la Ferrero, ha pi\u00f9 volte ribadito di non voler eliminare l&#8217;olio di palma dalla ricetta segreta della spalmabile pi\u00f9 famosa del mondo, proprio per non diminuire la qualit\u00e0 della Nutella, che &#8211; &#8220;senza l&#8217;olio di palma non sarebbe pi\u00f9 la stessa&#8221;, come ha dichiarato recentemente un dirigente dell&#8217;azienda di Alba. Del resto la Ferrero se lo pu\u00f4 permettere, resistendo pure ad un eventuale calo &#8220;etico&#8221; delle vendite&#8230;<br \/>\nDifficile, se non impossibile, esprimere un giudizio sul gusto dell&#8217;olio di palma, ma se rende cosi buona la Nutella, tanto male non dev&#8217;essere! Ma, piuttosto: fa veramente cosi male l&#8217;olio di palma?<\/p>\n<p><b>&#8220;Senza olio di palma&#8221;\u00a0<\/b><br \/>\nCome spiega bene il sito sicurezzalimentare.it, da anni l&#8217;uso alimentare dell&#8217;olio di palma \u00e8 al centro di accese polemiche, sia perch\u00e8 la sua produzione comporta un forte impatto ambientale sia a causa del suo elevato contenuto di acido palmitico. Paradossalmente, \u00e8 soprattutto l&#8217;impatto ambientale a colpire maggiormente i consumatori, sempre pi\u00f9 sensibili alle tematiche legate al nostro pianeta. E ci\u00f2 nonostante il problema ambientale sia stato affrontato e, almeno in parte, risolto, mettendo sotto controllo le deforestazioni selvagge e introducendo misure maggiormente rispettose degli eco-sistemi.<br \/>\nEppure, soprattutto sul web, circolano ancora veementi campagne denigratorie nei confronti di quelle poche aziende, Ferrero compresa, che ancora utilizzano l&#8217;olio di palma. utilizzando slogan di sicuro effetto come &#8220;P<i>er l&#8217;olio di palma intere foreste vengono rase al suolo e gli oranghi vengono sterminati<\/i>&#8221; oppure &#8220;<i>L&#8217;olio di palma ha ucciso 100mila oranghi<\/i>&#8220;.<br \/>\nIl dato si riferirebbe agli ultimi 16 anni, nella zona del Borneo, in Malesia, paese che offre al mercato mondiale il 39% della produzione complessiva di olio di palma.<br \/>\nLa demonizzazione completa dell&#8217;olio di palma \u00e8 stata certificata nel 2016, quando l&#8217;EFSA (Autorit\u00e0 Europea della Sicurezza degli Alimenti) ha prodotto un documento secondo il quale nell&#8217;olio di palma sarebbero presenti, in quanti maggiore rispetto ad altri olii vegetali, dei cosiddetti &#8220;contaminanti&#8221;, che si formano quando i grassi sono esposti a temperature molto elevate e potenzialmente cancerogeni.<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>Da allora, apriti cielo e tutti &#8220;senza olio di palma&#8221;.<br \/>\nMa questa \u00e8 soltanto la storia pi\u00f9 recente e pi\u00f9 famosa del favoloso mondo alimentare del &#8220;senza&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/PUBBLICITA-OLIO-DI-PALMA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2632\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/PUBBLICITA-OLIO-DI-PALMA.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/PUBBLICITA-OLIO-DI-PALMA.jpg 696w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/PUBBLICITA-OLIO-DI-PALMA-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/a><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>&#8220;Senza glutine&#8221;<\/b><br \/>\nUn&#8217;altra storia interessante \u00e8 quella del &#8220;senza glutine&#8221;, peraltro legata ad una effettiva necessit\u00e0 alimentare da parte dei consumatori celiaci. Un prodotto &#8220;senza glutine&#8221;, per essere definito tale, deve contenere una quantit\u00e0 di glutine inferiore ai 20 ppm, che significa &#8220;20 parti per milione&#8221; e corrisponde ad una concentrazione di 20 mg di glutine su un kg di alimento. L&#8217;indicazione &#8220;senza glutine, specificamente formulato per celiaci&#8221; o &#8220;senza glutine, specificamente formulato per persone intolleranti al glutine&#8221; diventa obbligatoria per i prodotti inseriri nel Registro nazionale degli alimenti senza glutine, erogabili al celiaco attraverso il Servizio Sanitario Nazionale italiano. Purtroppo, dopo un&#8217;iniziale impennata dei ristoranti &#8211; ma anche dei panifici, ad esempio &#8211; &#8220;gluten free&#8221;, visto il numero comunque ridotto di celiaci, molti locali hanno tolto dal menu i piatti specifici senza glutine, sostituendoli con altri pi\u00f9 alla moda, a cominciare da quelli vegetariani e, soprattutto, vegani.<\/p>\n<p><b>&#8220;Senza zuccheri aggiunti&#8221;<\/b><br \/>\nLa battaglia dell&#8217;associazione &#8220;Altro Consumo&#8221; sembra aver funzionato contro gli zuccheri aggiunti: la scritta &#8220;senza zuccheri aggiunti&#8221;, fino a qualche anno applicata in maniera ingannevole, ora sembra finalmente rispettare la realt\u00e0. Anche il fruttosio &#8211; che godeva di una immeritata fama salutistica &#8211; e il saccarosio sono ormai finiti sul libro nero.<\/p>\n<p><b>E gli alimenti &#8220;con&#8221;?<\/b><br \/>\nI prodotti figli del &#8220;senza&#8221; sono sicuramente prodotti pi\u00f9 sani e salubri, frutto di una maggiore consapevolezza di quella che \u00e8, ogni giorno la nostra alimentazione. Ma sarebbe bello avere la stessa attenzione anche per gli alimenti &#8220;con&#8221; qualcosa in pi\u00f9: facciamo un esempio? &#8220;Con&#8221; pi\u00f9 potassio, e non soltanto nelle banane, gi\u00e0 famose per il loro contenuto di potasso. Ma anche, scientificamente provato, nei fagioli borlotti, nelle patate, negli spinaci (Braccio di Ferro ha sempre ragione!), nell&#8217;avocado e nel salmone affumicato. E potremmo continuare &#8220;con&#8221; pi\u00f9 magnesio, ferro, fosforo&#8230;<br \/>\nChe dite? Magari ne parliamo la prossima volta.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio, fu la margarina. Il primo prodotto ad essere &#8220;demonizzato&#8221; sulle cucine italiane, e anche dall&#8217;opinione pubblica, in quanto considerata troppo grassa e, quindi, ben presto sparita dalla ricette, bench\u00e8 &#8211; viceversa &#8211; sia tutt&#8217;altro che sparita dagli scaffali dei supermercati. 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