{"id":2870,"date":"2020-02-13T15:36:41","date_gmt":"2020-02-13T14:36:41","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=2870"},"modified":"2020-02-13T15:36:41","modified_gmt":"2020-02-13T14:36:41","slug":"il-bello-di-essere-immigrati-digitali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=2870","title":{"rendered":"Il bello di essere &#8220;immigrati digitali&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di Cristiano Tassinari<strong><\/p>\n<p>Qualche giorno fa ho seguito con interesse uno dei corsi di formazione obbligatori per i giornalisti, in cui eminenti ultra-cinquantenni discutevano della &#8220;battaglia&#8221; attualmente in corso tra i &#8220;nativi digitali&#8221; e i cosiddetti &#8220;immigrati digitali&#8221;. Innanzitutto \u00e8 doverosa una spiegazione dei due termini che abbiamo usato: i &#8220;nativi digitali&#8221; sono coloro che, fin dalla nascita o gi\u00f9 di l\u00ec, hanno avuto a che fare con telefoni, smartphone e le altre diavolerie tecnologiche di questi tempi. Per loro \u00e8 tutto naturale, cresciuti a pane e tecnologia. Per cui possono essere considerati &#8220;nativi&#8221; sia i Millennials, nati dal 2000 in poi, che ora hanno 20 anni e hanno comunque seguito loro stessi una certa evoluzione della tecnologia (basta pensare alla differenza tra le funzioni di un cellulare nel 2010 e nel 2020&#8230;), sia i bambini &#8211; come, ad esempio, mio figlio Santiago, che non ha ancora due anni &#8211; che gi\u00e0 hanno imparato &#8211; guardando i genitori che lo fanno come azione quotidiana ripetuta &#8211; a usare il telefono facendo scorrere il dito per vedere le fotografie e a cliccare nel posto giusto per vedere il video di Peppa Pig. <\/strong><br \/>\n<strong>Chiss\u00e0 che funzioni avranno i loro cellulari quando avranno 20 anni o poco pi\u00f9, nel 2040&#8230;<\/strong><br \/>\n<strong>E&#8217; innegabile il fatto, del resto, che se fossero nati negli anni &#8217;70 e &#8217;80, avrebbe visto mamma e pap\u00e0 usare il telefono &#8220;a rotella&#8221; e avrebbero imparato ad usarlo anche loro&#8230;<\/strong><br \/>\n<strong>Fin qui, tutto chiaro con i &#8220;nativi digitali&#8221;. Ma gli &#8220;immigrati digitali&#8221;? Chi sono?<\/strong><\/p>\n<div dir=\"ltr\" data-setdir=\"false\"><strong>La definizione mi ha colpito in particolare, perch\u00e8 \u00e8 davvero azzeccata. Cosi come un immigrato autentico, si &#8220;muove&#8221; da un paese all&#8217;altro, gli &#8220;immigrati digitali&#8221; sono stati costretti a spostarsi da un sistema tecnologico all&#8217;altro, diremmo quasi da uno stile di vita ad un altro, passando proprio dal telefono a rotella e cornetta &#8211; io me lo ricordo benissimo! &#8211; allo smartphone di oggi. Con annessi, connessi e&#8230;connessione. <\/strong><br \/>\n<strong>Questi &#8220;immigrati digitali&#8221; siamo noi, nati in un periodo in cui non esistevano i cellulari e tutta questa tecnologia. Siamo tanti, e non tutti sono riusciti a fare il passaggio da un sistema all&#8217;altro, da uno stile di vita all&#8217;altro. Mio padre, per esempio, classe 1940 molto brillante e in gamba per tante cose (anche per il ballo liscio!), \u00e8 invece assolutamente negato per il cellulare. Ne usa uno piccolo, antiquato, con i tasti grandi, di quelli che pubblicizzano in tv con Biancaneve e il Lupo, dedicati di fatto agli anziani. Hai voglia a dire a mio padre che con un moderno smartphone potrebbe vedere in tempo reale le foto del suo nipotino preferito, ma non c&#8217;\u00e8 niente da fare: semplicemente perch\u00e8 per lui \u00e8 troppo complicato! <\/strong><br \/>\n<strong>Meno male che ci sono altre persone non pi\u00f9 giovanissime, viceversa, che hanno trovato una sorta di seconda giovinezza proprio grazie alla tecnologia, a Whatsapp, a Facebook e alla comunicazione &#8220;social&#8221;. <\/strong><br \/>\n<strong>Nel corso a cui ho assistito, si parlava poi del GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple), le quattro superpotenze del web e dell&#8217;e-commerce, che ormai fattura in tutto il mondo qualcosa come 41.5 miliardi di euro, il 41% dei quali proviene dal settore &#8220;tempo libero&#8221;, rappresentato in gran parte dal gioco on-line, con tutti i suoi rischi e i suoi pericoli. <\/strong><\/div>\n<div dir=\"ltr\" data-setdir=\"false\"><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Nativi-Digital-vs-Immigrati-Digitali.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2871\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Nativi-Digital-vs-Immigrati-Digitali.jpg\" alt=\"\" width=\"665\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Nativi-Digital-vs-Immigrati-Digitali.jpg 665w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Nativi-Digital-vs-Immigrati-Digitali-300x194.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 665px) 100vw, 665px\" \/><\/a><\/div>\n<div dir=\"ltr\" data-setdir=\"false\">\n<strong>Insomma: siamo ormai tutti &#8220;multichannel&#8221;, anche gli &#8220;immigrati digitali&#8221; che si sono convertiti. E lo siamo soprattutto per gli acquisti, che \u00e8 poi quello che interessa ai giganti del web e dintorni: compriamo vestiti, libri, scarpe e qualunque altra cosa su Amazon, cerchiamo qualcosa di speciale su e-Bay, scrutiamo tutti i siti dei negozi on-line possibili e immaginabili, ordiniamo la cena con un click su Just Eat, acquistiamo in tv su QVC o persino sulle televendite delle tv localie, se qualcosa non va bene, o per semplice sfizio, rimandiamo il pacco indietro. No problem. Tanto ci ridanno indietro i soldi. Provate a farlo con i negozi veri e propri&#8230; Vi danno, spesso, un calcio nel sedere anche se avete lo scontrino&#8230;<\/strong><br \/>\n<strong>Non \u00e8 una difesa spasmodica dell&#8217;e-commerce, ma la fotografia reale della situazione attuale: il web \u00e8 pi\u00f9 economico e pi\u00f9 comodo, senza nemmeno dover uscire di casa, grazie ai furgoncini dei corrieri e alle biciclette dei riders che consegnano a domicilio la pizza, l&#8217;hamburger e il sushi. Il mondo, ora, va cosi. Ma siccome il &#8220;gratis&#8221; non esiste, n\u00e8 sul web n\u00e8 nella vita reale, temo che presto &#8211; forse non prestissimo, in realt\u00e0 &#8211; ne pagheremo tutti il conto. Che, adesso, \u00e8 gi\u00e0 salato per molti commercianti &#8220;old style&#8221;, con l&#8217;affitto del negozio da pagare. <\/strong><br \/>\n<strong>Intanto, essere riusciti a compiere positivamente il passaggio a &#8220;immigrati digitali&#8221; ci permette, se non altro, di essere pronti ad altri futuri cambiamenti, che ci saranno certamente. E, come consumatori, siamo preparati a non farci facilmente fregare dal primo sito web che capita. Ma se capita, rivolgetevi alle associazioni dei consumatori. Possono aiutarci, davvero.<\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cristiano Tassinari Qualche giorno fa ho seguito con interesse uno dei corsi di formazione obbligatori per i giornalisti, in cui eminenti ultra-cinquantenni discutevano della &#8220;battaglia&#8221; attualmente in corso tra i &#8220;nativi digitali&#8221; e i cosiddetti &#8220;immigrati digitali&#8221;. 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