{"id":2970,"date":"2020-05-31T15:46:56","date_gmt":"2020-05-31T13:46:56","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=2970"},"modified":"2020-05-31T15:47:13","modified_gmt":"2020-05-31T13:47:13","slug":"walter-tobagi-hanno-odiato-luomo-sbagliato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=2970","title":{"rendered":"La morte di Walter Tobagi: &#8220;Hanno odiato l&#8217;uomo sbagliato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Articolo di Marino Bartoletti<\/p>\n<p><strong>Nel 1980 lavoravo ancora al \u201cGiorno\u201d. Alle spalle del grande open space della redazione sportiva c\u2019era quello degli \u201cspettacoli\u201d. Un pomeriggio entrarono tre poliziotti in borghese: vennero a informare Morando Morandini, uno dei pi\u00f9 specchiati e mansueti galantuomini che abbia mai conosciuto (oltrech\u00e8, all\u2019epoca, il pi\u00f9 accreditato e stimato critico cinematografico italiano) che suo figlio Paolo era un assassino: che era appena stato arrestato per la morte di Walter Tobagi. Un giornalista come lui: e come me.<\/strong><br \/>\n<strong>Aveva 56 anni, Morando. Quando usc\u00ec in mezzo a quegli agenti ne dimostrava 100. Nel tormento, si stava probabilmente chiedendo in cosa avesse sbagliato. Probabilmente in nulla. Aveva fatto tutto la vigliaccheria di suo figlio: e dei suoi cinque scellerati complici, a cominciare dal \u201ccapo\u201d Marco Barbone, ventiduenne rampollo della &#8220;Milano bene&#8221; inebriato dall\u2019infame desiderio di attuare chiss\u00e0 quale \u201cgiustizia proletaria\u201d. Ma cos\u00ec cinico e pusillanime da \u201cpentirsi\u201d subito dopo l\u2019arresto, usufruendo degli sconcertanti sconti che la legge aveva previsto per debellare il terrorismo. In pratica quasi tutta la \u201cBrigata XXVIII marzo\u201d (chiamata cos\u00ec per \u201conorare\u201d i tre brigatisti sorpresi ed eliminati a Genova dai carabinieri del generale Dalla Chiesa) stette in galera solo per il tempo della carcerazione preventiva: Morandini e Barbone (che a Tobagi aveva sparato anche il colpo di grazia a una tempia) vennero condannati a poco pi\u00f9 di otto anni &#8211; pena gi\u00e0 inaccettabile per un delitto cos\u00ec vile &#8211; e immediatamente mandati a casa fra lo sgomento di tutti<\/strong><br \/>\n<strong>Inutile ripercorrere la follia di quei tempi e di quegli uomini (la reiterata presenza mediatica di alcuni dei quali offende ancor oggi la civilt\u00e0 di questo Paese). Tutti delitti incomprensibili, biechi, spregevoli, codardi, spesso senza senso: contro vittime sistematicamente inermi. Ma l\u2019assassinio di Tobagi and\u00f2 oltre la soglia pi\u00f9 inimmaginabile della dissennatezza e della crudelt\u00e0. La \u201cBrigata XXVIII Marzo\u201d lo scelse proprio perch\u00e9 era il pi\u00f9 indifeso di tutti. E lo ammazz\u00f2 per poter fare quel salto di qualit\u00e0 che potesse far &#8220;promuovere&#8221; i suoi giovani componenti al rango di brigatisti rossi \u201ceffettivi\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>Aveva 33 anni Tobagi: quasi due pi\u00f9 di me che lo conobbi appena arrivai a Milano perch\u00e9 l\u2019\u201dAvvenire\u201d in cui lavorava prima di passare al \u201cCorriere d\u2019Informazione\u201d e poi al \u201cCorriere della Sera\u201d era nello stesso palazzo del &#8220;Guerin Sportivo&#8221; in Piazza Duca d&#8217;Aosta e ne divideva la rotativa. Amava parlare (e a volte anche scrivere) di calcio e quasi mi \u201cinvidiava\u201d per quello che facevo. In realt\u00e0 era uno dei pi\u00f9 brillanti, preparati e intelligenti giovani giornalisti in circolazione: talmente bravo da sfondare subito in un mondo professionale nel quale era piuttosto difficile scalzare i baronati delle \u201cgrandi firme\u201d. La consacrazione del \u201cCorriere\u201d lo fece decollare, anche se non rinunci\u00f2 mai alla sua vocazione sociale e sindacale impegnandosi (forse anche troppo secondo qualcuno) alla ricerca di equilibri etici e professionali che disturbarono qualche collega<\/strong><br \/>\n<strong>Poteva scrivere di tutto (di politica, di economia, di sindacalismo, di cronaca): fu in primissima linea nei reportage sul terrorismo. Soffr\u00ec molto nel raccontare l\u2019assassinio del giudice Alessandrini, progressista come lui, puro come lui: come lui vittima sacrificale della follia umana (declinata in chiss\u00e0 quale \u201cprogetto\u201d)<\/strong><br \/>\n<strong>Lo vidi per caso proprio la sera prima che morisse: perch\u00e9 andai a una riunione al Circolo della Stampa che, per tanti versi, lo amareggi\u00f2 parecchio. Gli spararono per strada alle undici della mattina dopo: era il 28 maggio di quarant\u2019anni fa. La colpa, secondo qualcuno, fu proprio quella di essere un socialista che non capiva &#8211; ovviamente &#8211; anzi si batteva contro i deliranti concetti di \u201crivoluzione\u201d. Ebbe il torto, questo s\u00ec, di aver sostanzialmente scritto che i brigatisti e gli aspiranti tali oltre che degli assassini erano soprattutto dei falliti. E i falliti, che sono sempre dei vigliacchi, gli spararono alla schiena<\/strong><br \/>\n<strong>Il Cardinale Martini davanti alla sua bara disse a chi l\u2019aveva ucciso: \u201cAvete odiato l\u2019uomo sbagliato\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/TOBAGI.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2971\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/TOBAGI.jpg\" alt=\"\" width=\"713\" height=\"612\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/TOBAGI.jpg 713w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/TOBAGI-300x258.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 713px) 100vw, 713px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Marino Bartoletti Nel 1980 lavoravo ancora al \u201cGiorno\u201d. 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