{"id":2974,"date":"2020-05-31T15:50:37","date_gmt":"2020-05-31T13:50:37","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=2974"},"modified":"2020-05-31T15:50:37","modified_gmt":"2020-05-31T13:50:37","slug":"29-maggio-1985-la-partita-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=2974","title":{"rendered":"29 maggio 1985, la partita della morte"},"content":{"rendered":"<p>Articolo di Marino Bartoletti<\/p>\n<p><strong>Quando tornai in video &#8211; allora, oltre che essere inviato del \u201cGuerin Sportivo,\u201d conducevo la \u201cDomenica Sportiva\u201d &#8211; dissi testualmente: \u201cTre giorni fa ero all\u2019Heysel. Proprio per questo mi auguro, nella mia vita, di non doverne parlare mai pi\u00f9\u201d. E invece ne parlai tante altre volte (e sarebbe stato giusto cos\u00ec): ma sempre con un dolore e uno sgomento che 35 anni non hanno minimamente scalfito . Quando mi capit\u00f2 di tornare in quello stadio nel 2000 per la partita degli Europei fra Italia e Romania provai un sincero voltastomaco nel vedere quel sepolcro imbiancato a festa e addirittura col nome cambiato<\/strong><br \/>\n<strong>Non c\u2019\u00e8 un secondo di quel giorno che non abbia nitidamente negli occhi. N\u00e9, purtroppo, un secondo di quella notte: con tutte quelle bare allineate in un capannone illuminato in maniera innaturale, attraversato da un\u2019umanit\u00e0 annichilita e sperduta. Persino il dolore era schiacciato dall\u2019incredulit\u00e0. C\u2019erano fratelli, mogli, madri, padri, figli (almeno quelli che erano riusciti ad arrivare) che dicevano tutti la stessa cosa: \u201cL\u2019avevo visto stamattina partire felice&#8230;.\u201d. E poi compagni di viaggio che avevano vissuto assieme l\u2019attesa di una festa e che avevano gli occhi fissi nel vuoto. Molti coi vestiti ancora lacerati<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019ho raccontata troppe volte quella tragedia per aver promesso a me stesso di non \u201cvolerne parlare pi\u00f9\u201d. Era dal mattino che si capiva come la situazione fosse assolutamente fuori controllo: la Grand&#8217;Place aveva il pavimento lastricato di cocci di bottiglie svuotate e gettate dagli inglesi. La polizia sorrideva agli hooligans e \u201crimproverava\u201d i tifosi juventini che facevano chiasso. Il resto \u00e8 inutile raccontarlo: si ebbe subito la sensazione che gli occupanti del settore Zeta &#8211; la parte pi\u00f9 mite e &#8220;tranquilla&#8221; del tifo juventino &#8211; messi irresponsabilmente a contatto con gli avversari pi\u00f9 animaleschi, sarebbe stata schiacciata alla prima folata di violenza. Beato chi cadde dal quel muro marcio e si fer\u00ec soltanto: quelli che non ne vennero schiacciati morirono contro le reti del campo verso il quale avevano cercato la salvezza (con la Polizia prima a piedi e poi a cavallo che li respingeva a manganellate).<\/strong><br \/>\n<strong>Io lasciai la tribuna per andare verso gli spogliatoi. Trapattoni chiese a me cosa fosse successo: la squadra, in un primo tempo non ebbe la percezione della tragedia. \u201cSe hai un telefono chiami tu la Paola per dire che stiamo bene?\u201d \u201cS\u00ec tranquillo Giovanni, appena torno su\u201d. Ricordo Edoardo Agnelli stranito e inebetito. In Italia, per la voce di Bruno Pizzul, si cominciava a capire. Corsi fuori. Vidi l\u2019operatore della Rai di Torino Isoardi riprendere i primi morti schiacciati: chi a terra, chi adagiati su transenne e cartelloni pubblicitari. Non so se tutte quelle immagini siano mai andate in onda. Vidi persino i primi gesti di piet\u00e0 della Polizia. Vidi l\u2019esplosione di un sentimento &#8211; la disperazione &#8211; che da un luogo di sport dovrebbe essere bandito per definizione.<\/strong><br \/>\n<strong>Scrissi un reportage pieno di rabbia. La stessa che provo ancora quando negli stadi si \u201cinneggia\u201d all\u2019Heysel (e ovviamente per ogni \u201crisposta\u201d eguale e contraria di chi pensa che una partita di calcio sia un esercizio da bestie e non da uomini). Non posso augurare a chi non ha capito cosa sia stata quella tragedia di poterne un giorno assaporare lo stesso fiele. Per\u00f2 vorrei essere creduto, questo s\u00ec: da chi ancora non ha compreso che il male assoluto non \u00e8 un rigore negato, ma la nostra predisposizione all\u2019odio!<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/guerino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2975\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/guerino.jpg\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/guerino.jpg 737w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/guerino-230x300.jpg 230w\" sizes=\"(max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Marino Bartoletti Quando tornai in video &#8211; allora, oltre che essere inviato del \u201cGuerin Sportivo,\u201d conducevo la \u201cDomenica Sportiva\u201d &#8211; dissi testualmente: \u201cTre giorni fa ero all\u2019Heysel. 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