{"id":3029,"date":"2020-07-02T10:21:32","date_gmt":"2020-07-02T08:21:32","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=3029"},"modified":"2020-07-02T10:22:32","modified_gmt":"2020-07-02T08:22:32","slug":"primo-carnera-la-montagna-sorridente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=3029","title":{"rendered":"Primo Carnera, la &#8220;montagna sorridente&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di Gianmarco Pacione (www.athletamag.com)<\/p>\n<p>Respirava profondamente, sommerso dai pensieri e dai propri muscoli, Primo Carnera. Lo faceva sul ring del Garden Bowl di Long Island. Era il 29 giugno 1933.\u00a0<strong>Attendeva il montante, il suo montante, per scardinare la cassaforte di guantoni di Jack Sharkey, campione del mondo in carica.<\/strong><\/p>\n<p>Respirava profondamente, la Montagna in grado di camminare.\u00a0<strong>Scambio dopo scambio traduceva in ampi gesti la primordiale forza bruta.<\/strong>\u00a0Migliaia di americani trattenevano il fiato osservando quella statuaria prodezza genetica in azione, in mezzo a loro urlava il proprio orgoglio la commossa comunit\u00e0 di emigrati italiani.<\/p>\n<p><strong>Anche Carnera, come tantissimi compatrioti, aveva attraversato l\u2019Atlantico in cerca di fortuna. Per loro rappresentava ben pi\u00f9 di un semplice pugile.<\/strong>\u00a0Il \u2018fightatore\u2019, come amavano definirlo sui baffuti marciapiedi di Little Italy, rappresentava una speranza mantenuta, una parabola dal lieto fine.<\/p>\n<p><strong>Era nato a Sequals pesando otto chili, dalle Dolomiti Friulane aveva assorbito per osmosi le venature corporee, la fiabesca presenza scenica.<\/strong>\u00a0Quella di Carnera, almeno a prima vista, era un\u2019esaltazione del sublime burkiano: di \u201ctutto ci\u00f2 che pu\u00f2 destare idee di dolore e di pericolo\u201d.<\/p>\n<p>Appena ventenne nei circhi francesi aveva vestito i panni dell\u2019uomo invincibile, del freak, del diverso che impauriva e annichiliva chiunque gli si palesasse di fronte.\u00a0<strong>L\u2019aveva fatto per sfuggire alla povert\u00e0 dei monti friulani, per indossare per la prima volta delle scarpe del proprio numero: il 53.<\/strong><\/p>\n<p>Fu un osservatore d\u2019eccezione, nascosto tra le file di un tendone dall\u2019odore di paglia e sudore, ad intravedere il potenziale pugilistico di quel mastodontico italiano, moderno gladiatore camuffato tra nani ballerini e fiere addomesticate.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carnera-6-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3033\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carnera-6-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1080\" height=\"857\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carnera-6-1.jpg 1080w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carnera-6-1-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carnera-6-1-768x609.jpg 768w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carnera-6-1-1024x813.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Respirava profondamente, Primo Carnera, sul ring del Garden Bowl.\u00a0<strong>Pensava al triste passato da fenomeno da baraccone, alla fortuna di una vita cambiata, ad ogni frase scambiata negli anni con ammiratori sconvolti dalla grandezza delle sue mani.<\/strong>\u00a0Attendeva il montante, il suo montante, per mettere a tacere malelingue e cospiratori.<\/p>\n<p><strong>Si diceva fosse legato alla mafia italoamericana, si diceva che una larga parte dei suoi incontri fosse stata truccata con il solo scopo d\u2019accrescere il suo status di boxeur.<\/strong>\u00a0La stampa, quella pi\u00f9 spietata, diceva s\u00ec che fosse un grande pugile, ma solo per la stazza.<\/p>\n<p>Nel territorio statunitense, tra apparizioni cinematografiche e duetti con soubrette dell\u2019epoca, non era mai riuscito a cancellare quell\u2019oscuro alone che intaccava la sua aura, quei misteriosi rapporti con Al Capone e soci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Inconsapevole e sorridente, sponta<\/strong><strong>neo e buono, con le sue braccia infinite aveva sempre abbracciato chiunque, anche personaggi sbagliati e chiacchierati. In Italia il suo abbraccio pi\u00f9 stretto era andato al regime Fascista.<\/strong><\/p>\n<p>Per il Duce Carnera era l\u2019immagine perfetta della mascolinit\u00e0 tricolore, dell\u2019eccellenza littoria da mostrare al mondo intero. Il colosso di Sequals aveva sempre acconsentito a salutare la sua patria con il braccio teso, seguendo un rituale obbligato e scenografico.<\/p>\n<p><em>\u201cA casa mia entrano tutti\u201d<\/em>, avrebbe poi ammesso, rinnegando il suo impegno politico con la solita, cristallina sincerit\u00e0.<\/p>\n<p>Respirava profondamente, Primo Carnera, sapeva di dover mettere fine a quel balletto doloroso, a quel turbinio di lucidi pensieri sul ring del Garden Bowl.\u00a0<strong>Eccolo, il montante. Jack Sharkey era a terra al minuto 2\u201927\u2019\u2019 del sesto round. Non si sarebbe pi\u00f9 rialzato. Diventava il primo italiano campione del mondo nella boxe, il gigante di Sequals, diventava eroe di due mondi, di un solo popolo.<\/strong><\/p>\n<p>Respirava profondamente, con i guantoni alzati al cielo e con la gioia a cullare le immense e provate membra.\u00a0<strong>Non poteva pensare che avrebbe trovato la morte esattamente 34 anni dopo, ironia della sorte nello stesso giorno che lo aveva eletto italiano pi\u00f9 famoso della Terra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non poteva pensare che, da uomo immagine del fascismo intero, avrebbe perso contro un ebreo dalla stella di David cucita sui pantaloni prima e con un uomo di colore, soprannominato \u2018Brown Bomber\u2019, poi.<\/strong><\/p>\n<p>Non poteva pensare agli anni che avrebbe trascorso sul ring in qualit\u00e0 di wrestler, cercando di racimolare quei milioni che gli erano stati negati durante tutta la carriera pugilistica da pessimi manager.<\/p>\n<p><strong>Sul ring del Garden Bowl si limitava a sorridere festante, il ragazzone di Sequals, si limitava a fare ci\u00f2 che meglio gli riusciva.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/CARNERA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3030\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/CARNERA.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/CARNERA.jpg 1024w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/CARNERA-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/CARNERA-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianmarco Pacione (www.athletamag.com) Respirava profondamente, sommerso dai pensieri e dai propri muscoli, Primo Carnera. 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