{"id":3265,"date":"2020-12-11T08:55:54","date_gmt":"2020-12-11T07:55:54","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=3265"},"modified":"2020-12-11T08:57:40","modified_gmt":"2020-12-11T07:57:40","slug":"3265","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=3265","title":{"rendered":"Paolo Rossi, il piccolo gigante dell&#8217;area di rigore"},"content":{"rendered":"<p>di Darwin Pastorin<br \/>\n&#8220;Huffington Post&#8221;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Non posso crederci, Pablito. Campione lucente, amico caro.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/e-morto-paolo-rossi_it_5fd1b002c5b61d81b33bee96?utm_hp_ref=it-homepage\" data-ylk=\"subsec:paragraph;g:6a74df84-df51-398e-bb0f-8f7584c59cd5;itc:0;cpos:1;pos:1;elm:context_link\" data-rapid_p=\"1\" data-v9y=\"1\">Non posso crederci<\/a>. \u00c8 cos\u00ec forte il dolore, gi\u00e0 cos\u00ec struggente la nostalgia. Arrivano i ricordi, come un vento senza fine. Ti ricordo al Vicenza, gi\u00e0 campione. Eri l\u2019asso, fin da quel tempo, del sorriso: in ogni occasione, per gentilezza, per allontanare la malinconia. Eri un centravanti leggero, ma in area di rigore ti trasformarvi in un gigante: ogni spiraglio era tuo, possedevi l\u2019istinto della rete, sapevi trovarti sempre al posto giusto nel momento giusto. Un attaccante imprendibile e imprevedibile.<\/strong><br \/>\n<strong>Ti ritrovo, soprattutto, con la Nazionale. In quel delirio, in quella allegria, in quella utopia realizzata\u00a0<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/paolo-rossi-il-campione-risorto-due-volte_it_5fd1b6fec5b61d81b33bf677?utm_hp_ref=it-homepage\" data-ylk=\"subsec:paragraph;g:f2dca3ce-e1b6-3b8d-b978-cd4344c019a2;itc:0;cpos:1;pos:2;elm:context_link\" data-rapid_p=\"2\" data-v9y=\"1\">del Mundial di Spagna del 1982<\/a>. Prima le fatiche di Vigo, i tre pareggi con Polonia, Per\u00f9 e Camerun. Le polemiche, il silenzio stampa, voi tutti raccolti intorno a Enzo Bearzot, il grande Vecio. L\u2019allenatore che aveva sempre creduto in te, fin dall\u2019Argentina del \u201978, dove diventasti Pablito; che ti aveva convocato per l\u2019avventura spagnola anche se avevi appena scontato una ingiusta squalifica per il calcio scommesse. Tre partite con la Juve bastarono a Bearzot per chiamarti, per preferirti al posto di Pruzzo. E ti difese anche dopo quel primo girone, nessun gol, molti critici che ti volevano fuori squadra. Ma Bearzot era irremovibile. Aveva fiducia in te ed era pronto a combattere contro tutto e tutti, da nobile Don Chisciotte. Andate, voi azzurri, a Barcellona contro Argentina e Brasile. Scrivevano, in tanti, in troppi, della cronaca di una eliminazione annunciata. Ma voi vincete contro Maradona e compagni. Ancora non segni. Perch\u00e9 non mettere Altobelli?, suggeriscono al Vecio. Ma il Vecio sapeva di te, della tua forza interiore, ti conosceva nell\u2019anima e ti voleva bene come a un figlio. E contro il Brasile, quel grande Brasile, rinasci, ritorni a essere Pablito. Firmi una tripletta, il tuo sorriso torna a colorare il tuo cuore e le prime pagine. Due reti alla Polonia in semifinale, poi l\u2019apoteosi del \u201cSantiago Bernabeu\u201d, il 3-1 alla Germania Ovest, davanti al presidente Sandro Pertini felice, in tribuna d\u2019onore, come un bimbo. Il primo gol \u00e8 tuo, d\u2019anticipo ovviamente. Sei il capocannoniere della manifestazione, conquisti il Pallone d\u2019Oro, diventi l\u2019uomo pi\u00f9 popolare dell\u2019universo. Tutti noi diventiamo, in ogni anfratto, in ogni paese o contrada, \u201cpaolorossi\u201d, cos\u00ec, tutto attaccato. Il simbolo di un\u2019Italia bella, di un\u2019Italia capace di compiere qualsiasi impresa. Possibile e impossibile.<\/strong><br \/>\n<strong>E, al massimo della gloria, sei sempre rimasto tu, con i tuoi modi garbati. Il ragazzo Pablito. Ho tra le mani la tua autobiografia, che hai scritto con tua moglie Federica Cappelletti, eccellente giornalista, \u201cQuanto dura un attimo\u201d e leggo la tua frase in quarta di copertina: \u201cPu\u00f2 colpirti la sfortuna, sconvolgerti l\u2019ingiustizia. Ma tu non mollare mai. Forza e coraggio, ch\u00e9 i sogni a volte si avverano\u201d. E tu sei riuscito a realizzare tutti i tuoi sogni, senza mai arroganza, senza mai presunzione.<\/strong><br \/>\n<strong>Siamo diventati amici e ti divertivi a salutarmi, a ogni nostro incontro, facendo tre con le dita. Come i gol rifilati al mio amato Brasile. E mi confidavi che quella partita ti aveva ridato una vita, una seconda data di nascita, avevi in quel giorno di luglio, cancellato i fantasmi, le lunghe ombre, i tormenti.<\/strong><br \/>\n<strong>Continua a essere un anno terribile, se ne stanno andando i miti. E tu sei stato un mito che non ha mai perso l\u2019umilt\u00e0, il senso reale delle cose, sei rimasto il ragazzino di Prato che giocava, giocava e ancora giocava, sperando di arrivare in serie A.<\/strong><br \/>\n<strong>Ti rivedo nella tua esultanza tipica: con le braccia alzate, il sorriso come un raggio di sole. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Addio Pablito caro, ti piango come un fratello&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/PAOLOROSSI.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3266\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/PAOLOROSSI.jpg\" alt=\"\" width=\"675\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/PAOLOROSSI.jpg 675w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/PAOLOROSSI-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Darwin Pastorin &#8220;Huffington Post&#8221; &#8220;Non posso crederci, Pablito. 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