{"id":3376,"date":"2021-02-27T15:14:22","date_gmt":"2021-02-27T14:14:22","guid":{"rendered":"https:\/\/cristianotassinari.com\/?p=3376"},"modified":"2021-02-27T15:14:22","modified_gmt":"2021-02-27T14:14:22","slug":"lanno-che-ci-invecchio-di-colpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=3376","title":{"rendered":"L&#8217;anno che ci invecchi\u00f2 di colpo"},"content":{"rendered":"<p>di Marcello Veneziani<strong><\/p>\n<p>Come riassumere in una sola immagine, in un solo pensiero, quasi in un\u2019epigrafe storica per i posteri il senso dell\u2019anno trascorso sotto la pandemia? In sintesi: fu l\u2019anno che ci invecchi\u00f2 di colpo. Nell\u2019arco che va da marzo scorso a oggi, siamo invecchiati tutti pi\u00f9 in fretta; donne, vecchi e bambini, giovani e adulti, in ogni parte del mondo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abbiamo vissuto un anno da vecchi, con una mezza tregua estiva. Stando reclusi in casa, vivendo da pensionati, da cagionevoli, da convalescenti, distanti da tutti, isolati dagli altri, al riparo dal mondo; abbiamo curato la nostra sopravvivenza vivendo meno, non lavorando, non uscendo, non viaggiando, non rischiando. Abbiamo patito la lontananza dai corpi, la diffidenza dei corpi, come accade ai vecchi che dai corpi si allontanano e del proprio corpo sono costretti a fidarsi sempre meno. Come succede ai vecchi abbiamo anteposto a tutto la salute; salviamo la pelle, a ogni costo. Molti vecchi sono morti a causa della pandemia ma il mondo non \u00e8 diventato pi\u00f9 giovane, anzi si \u00e8 caricato della vecchiaia deceduta, ne ha ereditato la senilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Siamo stati sempre pi\u00f9 spettatori, sempre meno attori, abbiamo vissuto la vita degli altri, a volte la morte; incollati al video e alle mansioni domestiche, alla vita stanziale e ospedaliera, alle mascherine e ai vaccini. Atrofizzati, in quiescenza forzata e anticipata, senza le consolazioni previste per i pensionati: viaggiare, conoscere altri luoghi, frequentare corsi, teatri e lezioni. O perlomeno godersi figli e nipoti; ci \u00e8 stato al contrario intimato di starne alla larga. Si \u00e8 ridotta per tutti la facolt\u00e0 di giocare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A questo si aggiungono le diete saltate per la cattivit\u00e0, le pinguedini da vita domestica per compensare le privazioni; i mancati controlli medici, il rinvio di cure per timore degli ospedali, la vita trasandata perch\u00e9 domestica e asociale; pi\u00f9 gli strascichi maniaco-depressivi per la pandemia e il terrore organizzato per tenerci sotto scacco. Tutto questo ha contribuito a invecchiarci, nel fisico e nella mente. \u00c8 stato un corso planetario d\u2019invecchiamento globale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Perfino gli adolescenti sono invecchiati di colpo sotto la pandemia: se a un ragazzo non lo mandi a scuola, lo separi dagli amici, reputi ogni comitiva un\u2019adunata sediziosa, gli proibisci di stare all\u2019aperto, viaggiare, andare per strada o fare movida, gli imponi di vivere da anziano con un corpo di giovane e pulsioni di giovane. Cos\u00ec hai diminuito i rischi di contagio ma hai accelerato l\u2019invecchiamento di tutte le sue cellule, anche quelle spirituali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un anno cos\u00ec ci ha reso pi\u00f9 vecchi nel corpo e nello spirito; nell\u2019umore non ne parliamo. Ed \u00e8 questo il primo, grande danno biologico che abbiamo patito in massa e che va ben oltre i danni del virus, i ricoveri e i decessi; ma va anche oltre i danni sociali ed economici, tra chiusure e lockdown. C\u2019\u00e8 un danno esistenziale da cui non ci riprenderemo facilmente, ammesso che possiamo parlare di ripresa, come se il peggio sia davvero passato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il problema si aggrava in particolare da noi: qui la vecchiaia dell\u2019Occidente si aggrava. Eravamo gi\u00e0 una societ\u00e0 di vecchi, l\u2019Italia \u00e8 un paese con un\u2019et\u00e0 media sbilanciata verso la senilit\u00e0, la popolazione dei pensionati ha quasi raggiunto quella dei lavoratori; in giro \u00e8 una processione di teste bianche, brizzolate, pelate. Ha piovuto sul bagnato, una societ\u00e0 gi\u00e0 senile, invecchia di colpo dopo un anno di convalescenza preventiva allo scopo di evitare la malattia. Anche a volersene fregare delle disposizioni, aggirare i divieti, le cose non cambiano: in un mondo chiuso non puoi vivere all\u2019aperto, non hai luoghi, compagni, locali, situazioni in cui esercitare la libert\u00e0 e godere la vita a piede libero. La sera, poi, \u00e8 diventata un mortorio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Resta sempre sullo sfondo un interrogativo che preferiamo rimuovere: siamo sicuri che senza lockdown sarebbe stata la catastrofe, e non piuttosto la mezza catastrofe che abbiamo comunque patito? Se si fossero adottate precauzioni e sanificazioni, distanziamenti, mascherine, divieti di assembramento ma senza alcuna chiusura n\u00e9 arresti domiciliari, sarebbe andata peggio? Non abbiamo termini veri di paragone per dirlo o per smentirlo. Nessuno di noi si sente di spingere fino in fondo questa riflessione, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 il timore di ferire, di apparire incoscienti, di fare i superuomini con la vita degli altri.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma non si tratta di immaginare i \u201cse\u201d, bens\u00ec di affrontare gli effetti di quest\u2019anno coatto: come si risale la china della vecchiaia, come si supera la visione sanitaria della vita, il marasma senile; con quale elisir recupereremo l\u2019et\u00e0 rubata? Come restituire, non dir\u00f2 i giorni perduti ma l\u2019energia repressa e depressa per poter recuperare e risorgere (la resilienza, per far godere i pappagalli ammaestrati).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ci vorrebbe un nuovo risorgimento questa volta biologico, personale e comunitario. Ma non ne abbiamo lo spirito. Al mio paese c\u2019era un circolo che si chiamava Risorgimento, in omaggio all\u2019amor patrio; ma era frequentato da vecchi col bastone e l\u2019orologio a cipolla nel taschino, i colletti inamidati e gli acciacchi raccontati a ogni giro di scopone e a ogni conversazione, punteggiata da attacchi catarrosi. Pi\u00f9 che Risorgimento era Decadimento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chiamavano Risorgimento il circolo vizioso del loro declino, il racconto reciproco dei rispettivi malanni, la complicit\u00e0 dei ricordi e delle amnesie, l\u2019appello dei defunti e del tempo andato. Ero bambino e mi aggiravo tra loro come in un parco archeologico di animali preistorici. Ora mi sembra di essere tornato a quel tempo, con la differenza di far parte anch\u2019io del parco dei superstiti; e invocare, come loro, il Risorgimento al sorgere della senilit\u00e0. Abbiamo perso quasi un anno di vita, e in un anno dieci.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/covid-19-preoccupa-meno-gli-uomini-anziani_thumb_720_480.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3377\" src=\"https:\/\/cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/covid-19-preoccupa-meno-gli-uomini-anziani_thumb_720_480.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/covid-19-preoccupa-meno-gli-uomini-anziani_thumb_720_480.jpg 720w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/covid-19-preoccupa-meno-gli-uomini-anziani_thumb_720_480-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marcello Veneziani Come riassumere in una sola immagine, in un solo pensiero, quasi in un\u2019epigrafe storica per i posteri il senso dell\u2019anno trascorso sotto la pandemia? 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