{"id":4539,"date":"2026-03-06T12:17:01","date_gmt":"2026-03-06T11:17:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=4539"},"modified":"2026-03-06T12:23:59","modified_gmt":"2026-03-06T11:23:59","slug":"celo-manca-celo-il-magico-mondo-delle-figurine-dei-calciatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/?p=4539","title":{"rendered":"\u201cCelo, manca, celo\u201d. Il magico mondo delle figurine dei calciatori"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Articolo di Moreno D&#8217;Angelo <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chi non ricorda le figurine dei calciatori?<br>Un mito, come quel\u00a0<strong>Pizzaballa<\/strong>\u00a0che non si trovava mai\u2026<br>Un mondo che ci ritorna in mente con simpatia e nostalgia.<br>Le figurine Panini, nate nel 1960, hanno coinvolto intere generazioni, fin da bambini, con tanto di quotazioni, scambi, giochi e leggende.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pizzaballa.-atalanta.1963-64.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"351\" src=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pizzaballa.-atalanta.1963-64.jpg\" alt=\"Quando Pizzaballa non era ancora introvabile....\" class=\"wp-image-4540\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pizzaballa.-atalanta.1963-64.jpg 250w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pizzaballa.-atalanta.1963-64-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Quando Pizzaballa non era ancora introvabile&#8230;.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Un\u2019idea, quella delle figurine con i calciatori, avuta dai fratelli Giuseppe e Benito Panini che, a Modena, stamparono il primo album: e la prima figurina rappresentava il capitano dell\u2019Inter\u00a0<strong>Bruno Bolchi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il successo fu immediato. Le figurine andarono a ruba. Erano in vendita in una bustina che costava 10 lire e ne conteneva cinque. Il loro logo, rimasto iconico, aveva un\u2019immagine ispirata ad una rovesciata di Carlo Parola durante un Fiorentina-Juventus del 1950.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La coccoina<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le prime figurine si incollavano spennellando dal barattolino di \u201ccoccoina\u201d. I pi\u00f9 anziani ricorderanno anche lo strano e intenso odore di quella pasta bianca e quei primi album rigonfi di colla e figurine.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi negli anni \u201870 arrivarono le autoadesive. In questo, la Panini di Modena fu pioniera. Con le adesive plastificate fu tutto pi\u00f9 agevole per collezionisti e per chi ci giocava per ore. Ebbero una popolarit\u00e0 pazzesca negli anni 70 e 80. Non erano solo collezioni, ma anche un modo per esaltarsi con i propri beniamini e con il meglio del calcio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che nelle prime edizioni la serie B aveva figurine con due giocatori e, nell\u2019album, una scheda riportava i dati dei singoli calciatori, della societ\u00e0 e dello stadio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Testimonianza. \u201cGuardavo le figurine sotto il banco a lezione\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAvevo sette anni e ricordo quando la zia mi compr\u00f2 40 bustine. Ero felice di scartare tutte quelle bustine. Il giorno dopo, mentre la maestra spiegava storia, fui beccato a guardarle sotto il banco. Ero stato l\u2019unico tra i miei compagni a trovare lo scudetto della Juve. Quando la maestra mi sequestr\u00f2 tutte le figurine mi misi a piangere\u201d<\/em>, \u00e8 il ricordo del torinese Beppe Capriolo, che gli amici chiamano&nbsp;<em>Tuttocalcio<\/em>&nbsp;per la sua memoria prodigiosa, capace di citare una miniera di dettagli, risultati, formazioni, episodi e curiosit\u00e0 del passato, passando dall\u2019Inter di&nbsp;<strong>Jair<\/strong>, al Milan di&nbsp;<strong>Cudicini<\/strong>, dal Mantova all\u2019Internapoli o alla Juve con<strong>&nbsp;Anzolin<\/strong>&nbsp;in porta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quelle figurine introvabili<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cA quei tempi&nbsp;<\/em>\u2013 precisa Capriolo \u2013&nbsp;<em>oltre a Pizzaballa erano diverse le figurine introvabili che ti facevano arrabbiare perch\u00e9 non potevi completare l\u2019album.&nbsp;<\/em><em>Tra questi vi era il terzino del Napoli&nbsp;<strong>Luigi Pogliana<\/strong>, che non avrei mai scambiato neanche per diversi scudetti o per la squadra della Roma (quanto mai rara)\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pogliana rest\u00f2 in azzurro dal \u201867 al \u201977 (dieci anni nella stessa squadra, un fatto oggi impensabile): al suo arrivo trov\u00f2&nbsp;<strong>Zoff, Sivori&nbsp;<\/strong>e<strong>&nbsp;Altafini<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Can\u00e8<\/strong>, ma la sua figurina valeva molto di pi\u00f9 di quella dei noti fuoriclasse. Pogliana, da difensore, fece pochissimi gol, ma segn\u00f2 due reti alla Juve nel \u201870.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la figurina di&nbsp;<strong>Ezio Pascutti&nbsp;<\/strong>era rara. Il centravanti di quel grande&nbsp;<strong>Bologna di Bulgarelli<\/strong>, allenato da Fulvio Bernardini.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Memorabile, andando indietro nel tempo, &nbsp;\u00e8 stato il difensore&nbsp;<strong>Giacomo Losi<\/strong>, capitano e&nbsp;<em>\u201ccore\u201d&nbsp;<\/em>di quella Roma che nel 1961 vinse la Coppa delle Fiere. Famoso per il suo presidio costante in mezzo all\u2019area.<\/p>\n\n\n\n<p>Era difficilissimo pescare anche lo scudetto del\u00a0<strong>Pro Patria di Busto Arsizio, con quella maglia inconfondibile con le fasce orizzontale blu e bianche<\/strong>.<br><em>\u201cQuando lo trovai, un ragazzo mi offr\u00ec Haller, Rivera, Sormani e Biasiolo, ma non io cedetti\u201d\u00a0<\/em>ricorda Capriolo, che aggiunge:\u00a0<em>\u201cCerto se avessi conservato quegli album oggi avrei potuto venderli anche a 2000 euro! Ma poi chiss\u00e0 se avrei poi davvero venduti quegli album rigonfi di sogni e ricordi della giovinezza\u201d\u2026\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Incredibili quotazioni: 6000 euro per un album<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non si faranno pi\u00f9 gli album come un tempo, ma il business del mercato delle figurine di calcio \u00e8 milionario, con alcune quotazioni elevatissime e vere e proprie aste.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pensi che un&nbsp;<strong>Maradona con l\u2019Argentinos Juniors,<\/strong>&nbsp;ovviamente certificata, pu\u00f2 superare i 500mila euro, mentre il Messi del 2004 ha raggiunto il milione di dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la figurina di Ronaldo del 2002, Panini edizione Portugal, \u201cbastano\u201d 100mila dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando sulla terra, per un Pizzaballa originale \u00e8 quotato sui 250 euro, meno di&nbsp;<strong>Gigi Riva<\/strong>&nbsp;che supera i 300.<\/p>\n\n\n\n<p>I collezionisti possono aggiudicarsi<strong>&nbsp;una bustina Panini<\/strong>&nbsp;sigillata del 1984 85: 45 euro, Mentre un&nbsp;<strong>album&nbsp;<\/strong>completo calciatori con figurine cartonate del 1959-60 pu\u00f2 arrivare anche a 6mila euro.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi un&nbsp;<strong>Giovanni Trapattoni<\/strong>&nbsp;(Milan \u201968-69) si compra per 11 euro, mentre fu stata molto ricercata la figurina di&nbsp;<strong>Gianni Rivera,&nbsp;<\/strong>storico capitano del Milan(\u201967-68): oggi quota 10 euro.<\/p>\n\n\n\n<p>Da segnalare, per chi volesse ottenere un facile guadagno ricorrendo ai vecchi album, che le figurine \u201crecuperate e staccate\u201d da un vecchio album hanno un valore molto inferiore a quelle intonse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quel Ciccio Graziani portiere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel parlare di figurine e di un calcio di altri tempi si ricordano episodi come un\u00a0<strong>Ascoli-Bologna,<\/strong>\u00a0del gennaio 1975, in cui un raccattapalle lev\u00f2 dalla rete un pallone tirato da\u00a0<strong>Savoldi<\/strong>. Un gol che l\u2019arbitro Barbaresco non vide. Non c\u2019era il VAR\u2026<br>Altro episodio storico vide\u00a0<strong>Ciccio Graziani<\/strong>\u00a0in veste di portiere per l\u2019espulsione di\u00a0<strong>Castellini<\/strong>. Graziani fu il migliore in campo in una partita del Torino contro il Borussia Monchengladbach in Coppa dei Campioni nel 1976.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/graziani23-kiYB-U34401126951214uUH-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"593\" height=\"443\" src=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/graziani23-kiYB-U34401126951214uUH-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"Roberto Mozzini e Ciccio Graziani in Borussia Monchengladbach-Torino (3.11.1976)\" class=\"wp-image-4542\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/graziani23-kiYB-U34401126951214uUH-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg 593w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/graziani23-kiYB-U34401126951214uUH-593x443@Corriere-Web-Sezioni-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 593px) 100vw, 593px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roberto Mozzini e Ciccio Graziani in Borussia Monchengladbach-Torino (3.11.1976)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Memorabile fu lo\u00a0<strong>spareggio scudetto del \u201964<\/strong>, perso dall\u2019Inter di\u00a0<strong>Helenio Herrera<\/strong>\u00a0(detto \u201cil Mago\u201d, che aveva sconfitto il Real di Puskas e Di Stefano in finale Coppa Campioni), contro il\u00a0<strong>Bologna di Fulvio Bernardini<\/strong>, grazie ai gol di\u00a0<strong>Perani\u00a0 e del Nielsen<\/strong>, con un\u00a0 giovane\u00a0<strong>Helmut Haller,<\/strong>\u00a0che poi pass\u00f2 alla\u00a0<strong>Juve<\/strong>, come ala si diceva un tempo, precedendo l\u2019epopea di Franco Causio.<\/p>\n\n\n\n<p>Merito un cenno anche la Coppa delle Fiere vinta dalla&nbsp;<strong>Roma<\/strong>&nbsp;nel 1961. Tutte vicende che gli album delle figurine fanno riemergere, con la loro parte dedicata a Coppa dei Campioni, Coppa delle Fiere (l\u2019odierna l\u2019ex Coppa Uefa, ora Europa League)&nbsp;<strong>e Mitropa Cup<\/strong>, l\u2019antica Coppa dell\u2019Europa Centrale che part\u00ec nel 1927, dove erano presenti diverse squadre dell\u2019est europeo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mitico<\/strong>&nbsp;<strong>Pizzaballa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel mondo delle figurine un punto chiave resta, sempre e comunque, quel&nbsp;<strong>Pizzaballa<\/strong>&nbsp;introvabile. Un portiere che gioc\u00f2 dal 1958 al 1966 e la cui figurina \u00e8 stata stata battuta all\u2019asta a 425 euro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cristiano Tassinari<\/strong>, giornalista sportivo, appassionato di figurine e gi\u00e0 collaboratore della Panini (giura di poter dimostrare che la \u201cmescola\u201d delle figurine avviene in maniera assolutamente casuale, senza misteri, almeno apparenti\u2026), ricorda come il bergamasco Pier Luigi Pizzaballa, classe 1939, figlio di un panettiere e settimo di otto fratelli, fosse un tempo alquanto infastidito dalla fama legata alla sua figurina, nonostante fosse un bravissimo portiere. Una volta smesso di giocare, ammise che quella figurina introvabile lo aveva reso praticamente immortale, dopo cinquant\u2019anni di una carriera di ben 302 partite complessive, con Atalanta (sua squadra del cuore), Roma, Verona e Milan, vincendo due Coppe Italia e una presenza in Nazionale (1966 come terzo portiere della sfortunata Italia di Edmondo Fabbri, eliminata dalla Corea del Nord).<br>Grazie alle figurine, il nome di Pizzaballa lo conoscono anche molti giovani, per dire\u2026<br>I tempi di Pizzaballa videro una generazione di portieri di altissimo profilo:\u00a0<strong>Albertosi, Vieri, Bordon, Zoff, Negri, Anzolin, Cudicini, Castellini.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/547260844_10234542433173483_591755534887923407_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/547260844_10234542433173483_591755534887923407_n.jpg\" alt=\"Cristiano Tassinari e Pierluigi Pizzaballa ad un incontro pubblico a Bergamo. \" class=\"wp-image-4545\" srcset=\"https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/547260844_10234542433173483_591755534887923407_n.jpg 720w, https:\/\/www.cristianotassinari.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/547260844_10234542433173483_591755534887923407_n-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il giornalista Cristiano Tassinari e Pierluigi Pizzaballa ad un incontro pubblico a Bergamo. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br><strong>Curiosit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo delle figurine pu\u00f2 farci scoprire persino un mare di curiosit\u00e0, come quel\u00a0<strong>Torino Talmone<\/strong>\u00a0del 1958-59, che giocava al Comunale e che fu la prima squadra ad avere uno sponsor. Anche se quell\u2019anno fin\u00ec in serie B, per tornare poi, subito promosso, al Filadelfia. O quel giovanissimo e indimenticabile\u00a0<strong>Gigi Meroni,<\/strong>\u00a0che gioc\u00f2 nel\u00a0<strong>Genoa<\/strong>\u00a0prima di diventare la \u201cFarfalla Granata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Valide e bisvalide<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le figurine erano a volte contrassegnate come le valide e le bisvalide. Erano come dei punti che consentivano di avere dei premi \u201ccome un calciobalilla senza gambe che sistemavi sul tavolo e che mi cost\u00f2 ben 2000 valide\u201d, ricorda l\u2019esperto Capriolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Calcio e geografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 anche chi, come l\u2019opinionista fiorentino&nbsp;<strong>Flavio Ciasca<\/strong>, evidenzia come quelle figurine potevano anche &nbsp;aiutare qualche bambino a leggere e in rudimenti di geografia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mondo del calcio nel museo del Genoa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nello storico Porto Antico di Genova, presso il Museo della Storia del Genoa, la Fondazione Genoa 1893, in collaborazione con&nbsp;<strong>Genoa CFC<\/strong>, ha realizzato una straordinaria e curata esposizione di riviste, immagini, video e note del calcio dell\u2019altro secolo che gli appassionati non possono perdersi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il pi\u00f9 grande collezionista cerca un museo e un centro per le figurine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti ricordano figurine e emozioni nel ritrovarsi con i propri beniamini e con i colori delle squadre del mondo, certo, ma a quanto pare non risulta semplice la realizzazione di un museo delle figurine, come lamenta il pi\u00f9 grande collezionista del mondo di figurine calcistiche&nbsp;<strong>Gianni Bellini<\/strong>&nbsp;(4000 album e 2,5 milioni di pezzi nella sua casa di San Felice sul Panaro, nel Modenese) dal 1970 a oggi. La sua idea di museo intende essere tante cose.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn percorso sull\u2019evoluzione grafico, cromatico e culturale che pu\u00f2 partire dal taglio dei capelli, dai colori di maglie e abbigliamento, che prevede un centro di scambio per collezionisti diretto e un centro multimediale per sfogliare in modo digitale gli album e il materiale. Questo con expo mirati su grandi eventi e singole tematiche del calcio, con focus su rarit\u00e0 e curiosit\u00e0\u201d, spiega Bellini.<\/p>\n\n\n\n<p>Da sottolineare che Gianni Bellini, nella sua ricerca di una location, che per dimensioni e attivit\u00e0 supera di molto quelle presenti nel Museo della Figurina di Modena, trovando ostacoli sul territorio nazionale, stia pensando a realizzarlo in realt\u00e0 come Dubai o Miami, da dove ha ricevuto interessanti proposte.<br>Insomma: come per quelle finali che vengono giocate in luoghi molto lontani dalla nostra passione nostrana.<br>Certo noi facciamo tutti il tifo affinch\u00e9 questo&nbsp;<strong>super museo<\/strong>&nbsp;della figurina e del mondo del calcio resti in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tifo e figurine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo delle figurine di quegli anni contribu\u00ec ad alimentare quella malattia del tifo che iniziava fin da bambini, con conseguenti litigi, sofferenze&nbsp; gioie e infinite polemiche con i compagni di giochi e di scuola, con cui ci si scatenava poi in infinite partite a pallone.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo con una nota storica:&nbsp;<strong>la prima figurina<\/strong>&nbsp;di calciatori risale al&nbsp;<strong>1894<\/strong>&nbsp;in Inghilterra e attesta il legame forte tra calcio e figurine. Le riproduzioni dei giocatori e gli album esistevano gi\u00e0 in precedenza, ma occorse attendere gli anni \u201960 per il vero e proprio boom di questo fenomeno, che negli anni \u201990 \u00e8 progressivamente calato, ma tutt\u2019altro che scomparso, lasciando spazio ad altri fenomeni come le \u201ccard\u201d dei calciatori (molto amate dai bambini) e il collezionismo, un vero boom che riunisce, sotto un\u2019unica passione, tante persone di et\u00e0, origine e estrazione sociale diversa, ma con una sola Dea pagana: la Figurina!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Moreno D&#8217;Angelo Chi non ricorda le figurine dei calciatori?Un mito, come quel\u00a0Pizzaballa\u00a0che non si trovava mai\u2026Un mondo che ci ritorna in mente con simpatia e nostalgia.Le figurine Panini, nate nel 1960, hanno coinvolto intere generazioni, fin da bambini, con tanto di quotazioni, scambi, giochi e leggende. 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