Torna a casa, vecchia Css 175 MV Agusta…

MV Agusta si compra una…MV Agusta molto speciale.
La celebre azienda motociclista ha recentemente acquistato on-line su un sito di aste una Css 175, piccolo bolide, prodotto in 500 esemplari dalla stessa casa varesina, tra la metà e la fine degli Anni ’50. La moto, scovata sul web da un dirigente dell’azienda e acquistata per circa 12.000 euro, era stata preparato per prendere parte alle gare di derivate di serie, ma adesso verrà riportata alle sue condizioni originali, grazie ad un vero e proprio “restauro”.
Stiamo parlando di un pezzo di storia. Acquistata nel 1958 da Chris Newport, la Css fu utilizzata in gara in quegli stessi anni dal pilota e collezionista britannico, che dopo qualche tempo decise di metterla in vendita. Ad aggiudicarsela fu nientemeno che Stan Hailwood, padre di Mike Hailwood (1940-1981), il mitico “Mike the Bike”, 9 volte campione del mondo, tuttora celebrato come uno dei più grandi campioni di motociclismo di sempre.
In seguito, la Css è passata di mano in mano, per ricomparire in Olanda all’inizio dello scorso decennio. Pur avendo subito una maggiorazione di cilindrata (204 cc) e altre modifiche, la moto conserva ancora buona parte della sua componentistica originale. Per la gioia degli appassionati della MV Agusta.

Carbonara Day!

Il grande dilemma – guanciale o pancetta? – aggiunge persino un pizzico di mistero al gusto comunque inconfondibile di questo Carbonara Day, che si celebra proprio oggi, 6 aprile. E la carbonara, in fin dei conti, piace proprio a tutti: ai puristi e agli innovatori, a quelli che usano la pasta lunga o la pasta corta, a chi preferisce il pecorino o il parmigiano, l’uovo intero o solo il tuorlo, piace molto anche agli stranieri, anche se magari ci mettono il bacon e la frittata.
Era piaciuta molto anche ai soldati alleati che, durante la seconda guerra mondiale, si ritrovarono tra Lazio, Abruzzo, Molise e Campania, che ebbero il piacere di provare la tipica pasta “cacio e ova” abruzzese, poi esportata a Roma, aggiungendovi la novità della pancetta affumicata, che i militari americani avevano sempre con sè.
Il nome fa riferimento alla tradizione: si racconta, infatti, che la pasta venne chiamata “carbonara” pensando ai boscaioli che lavoravano sui monti, raccogliendo la legna per farne carbone. Quindi, c’è sempre la tradizione e c’è sempre la novità. Perchè la carbonara, e non solo per il Carbonara Day, è proprio fatta cosi.
E a ognuno, piace farla a modo suo.

Siamo sempre “in onda”!

Che bello poter gridare al mondo “Son tornato!”
Per tre pomeriggi, infatti, è stato cosi: dopo quasi quattro anni, sono tornato a condurre la trasmissione “In Onda”, il programma – …in onda su Tvqui, canale 19 del digitale terrestre in Emilia-Romagna – più bello e più luuungo (oltre 7 ore in diretta) della televisione italiana, interamente dedicato alla musica da ballo, ma non solo, con un occhio di riguardo alle “contaminazioni” musicali dei giorni nostri.
Da adesso in poi, per coadiuvare il conduttore Maurizio Rizzi, ci sarò anch’io, qualche pomeriggio al mese, per accontare le centinaia di dediche e richieste che ci arrivano da tutta l’Emilia-Romagna e oltre, grazie al sito Home – Tv Qui Modena.
Una serata speciale l’abbiamo dedicata a Raoul Casadei e il mio primo ospite è stato il mitico Diego Zamboni, bresciano di Montichiari, da vent’anni sulla scena della musica da orchestra. Un grande artista che, non a caso, nella foto che abbiamo fatto negli studi della tv, è l’unico che…sembra serio!

Posso dirlo, forte: a volte è proprio bello “tornare a casa”!

Arriva il “Captain America” gay che difende i diritti LGBTQ

Arriva il nuovo Captain America, gay e attivista dei diritti LGBTQ.

Davvero una svolta epocale, con l’uscita – prevista a giugno, in occasione del “Pride Month” – dei nuovi comic books dal titolo “The United States of Captain America”.
Nel suo viaggio, in giro negli Stati Uniti, per ritrovare lo scudo perduto, Captain America incontrerà diverse persone che, inspirandosi a lui, proteggono i membri delle proprie comunità.
Tra questi c’è Aaron Fisher, un adolescente gay, paladino della comunità LGBTQ e di tutti i “fuggitivi e diseredati”, come è stato descritto dai suoi ideatori.Un prodotto editoriale “rivoluzionario” che la Marvel vuole regalare ai suoi fan, sostenendo apertamente i diritti delle LGBTQ.  A disegnare le fattezze del nuovo Captain America ci ha pensato l’illustratrice transgender messicana, Jan Bazaldua: “Captain America combatte contro esseri molto potenti e salva il mondo quasi sempre, ma Aaron aiuta quelli che camminano da soli nelle strade con problemi che affrontano ogni giorno. Sono felice di aver dato vita a un personaggio apertamente gay, che combatte per le persone invisibili agli occhi della società”.
Lo stile del “Captain America of Railways” – l’altro nome di Aaron Fisher, che si riferisce, appunto, alle ferrovie dove spesso si rifugiano senza tetto o adolescenti in fuga – è molto “urban” e “metropolitan”: capelli rasati, cresta, salopette e Converse All star nere. Per lo sceneggiatore, Joshua Trujillo, l’ispirazione è arrivata pensando a tutti i giovani attivisti che, negli ultimi anni, lottano con coraggio per rivendicare i propri diritti in tema ambientale, sociale e politico. “Spero tanto”, ha spiegato Trujillo, “che questa storia ispiri le prossime generazioni di lettori”.E anche di cinefili, aggiungiamo noi, visto che ad Hollywood stanno già preparando il film…

La Spagna approva l’eutanasia attiva

Alla fine anche la Spagna ha legalizzato l’eutanasia attiva: la camera dei Deputati ha appena approvato la misura, dopo un’elaborazione parlamentare durata un anno a causa della pandemia.

“È un giorno importante per tutti i cittadini – ha detto il ministro per la Salute Carolina Darias – perché si va verso una società più umana e giusta. Ma soprattutto è un giorno importante per quanti si trovano in una situazione di grave sofferenza, così come per le loro famiglie e i loro cari”. 

La Spagna diventa così il sesto paese ad approvare l’eutanasia attiva, dopo Canada, Colombia, Olanda, Belgio e Lussemburgo. La legge permetterà a chiunque abbia una malattia grave e incurabile o una condizione cronica e invalidante di chiedere aiuto per morire ed evitare così una sofferenza che non si riesce a sopportare. 

I limiti di legge comunque sono chiari e rigorosi: al momento della richiesta, che andrà inoltrata per iscritto, il paziente, cittadino spagnolo o quantomeno legalmente residente, dovrà essere cosciente e ritenuto capace di intendere e di volere.

Dovrà inoltre essere pienamente informato delle alternative e delle cure palliative disponibili, e bisognerà accertarsi che la richiesta non sia frutto di pressioni esterne, prima che possa confermare, fino a quattro volte se ritenuto necessario, la volontà di morire.

La richiesta dovrà quindi essere approvata da due medici e una Commissione valutatrice: un iter che si stima dovrebbe durare attorno alle cinque settimane.

Ciao, “Marvelous”!

Era un mito per la mia generazione, quando la boxe si vedeva spesso in tv. Io tifavo Patrizio Olivia, ma chi non tifava per Marvin Hagler, detto “The Marvelous”, sicuramente uno dei più grandi pugili di tutti i tempi.
E’ mancato qualche giornio fa, all’improvviso: aveva 66 anni, amava l’Italia, si era sposato con una donna italiana, aveva vissuto a Milano e nel calcio tifava per la Sampdoria. Ma, semplicemente, era “The Marvelous”. Solo un certo, mitico Vito Antuofermo riuscì a tenergli testa, strappando – nel loro primo match – un incredibile battagliero pareggio.
Ci mancherai, “Marvelous”.

UNITED STATES – NOVEMBER 30: Boxing: WBC/WBA Middleweight Title, Portrait of Marvin Hagler and Vito Antuofermo after match at Caesars Palace, Las Vegas, NV 11/30/1979 (Photo by James Drake/Sports Illustrated/Getty Images) (SetNumber: X23988 TK1 R11 F21)

Secondo e Raoul, la storia del “lissio”

Per gli amanti della musica da ballo, Raoul Casadei era semplicemente il re del liscio (o, per meglio dire, del “lissio”).
Per colpa del maledetto Covid, dopo un ricovero all’ospedale Bufalini di Cesena, Raoul Casadei se n’è andato in punta di piedi, a 83 anni, dopo aver fatto ballare tanto, i piedi di migliaia e milioni di sconosciuti ballerini, nella balere della Romagna e di tutta Italia.
Casadei era ed è ancora il nome di famiglia del liscio, soprattutto per merito di Secondo Casadei, lo zio di Raoul, il fondatore della storica orchestra: pensate, era il 1928…. Ma è stato con lui à alla guida dell’orchesta per 40 anni, dal 1960 al 2000 – che il liscio è entrato in una nuova dimensione, più popolare e meno folkloristica, non solo la Romagna e le feste di paese, ma tutta l’Italia e persino le piazze televisive più importanti, dove canticchiare – insieme a fior di cantanti, come la mitica Luana Babini, voce femminile per più di dieci anni – l’indimenticabile “Romagna Mia” o la solare “Ciao, Mare” con quel suo sorriso largo, bonario e sincero da vero romagnolo che ama la vita.

Raoul si è spento nella sua tenuta di Villamarina di Cesenatico, circondato dall’affetto della sua “tribù”, a cominciare dal figlio Mirko, che ha modernizzato ancor di più il sound dei Casadei, ma sempre nel solco di quella tradizione “made in Romagna” che tanto piaceva al papà Raoul.

 

 

L’uomo che inventò le musicassette

Grazie a lui la musica è diventata più democratica e alla portata di tutti e soprattutto è uscita dalle case potendo essere trasportata in una magica “scatoletta” di plastica che poteva entrare nella tasca di una giacca. E’ morto a 94 anni l’ingegnere olandese Lou Ottens, rivoluzionario inventore negli anni ’60 delle musicassette di cui sono stati vendute più di 100 miliardi di esemplari in questi anni.
Secondo i media olandesi che annunciano la notizia, Ottens è morto nella sua casa di Duizel sabato. In seguito come direttore tecnico della Philips a fine anni ’70, Ottens prese parte anche allo sviluppo del compact disc. “Tradendo” di fatto la sua invenzione che, sparita da tempo, potrebbe rivivere presto una “seconda giovinezza”.