VIETATO AVERE I CAPELLI GRIGI???

Lisa LaFlamme, 58 anni, è una delle più conosciute e preparate anchor canadesi. Talmente brava da essere stata premiata, quest’anno, con il Canadian Screen Award come miglior conduttrice nazionale.
Eppure.
Eppure pochi giorni fa la rete Ctv per cui lavora da 35 anni le ha comunicato il suo improvviso licenziamento, rimpiazzata con un maschio vent’anni più giovane di lei.
Il motivo principale, tra gli altri: perché LaFlamme ha deciso, nell’ultimo periodo, di non tingersi più i capelli e presentarsi in video con i suoi capelli grigi al naturale.
Il messaggio che passa è devastante: che una donna non si può permettere di invecchiare naturalmente (come fanno gli uomini), di mostrare il tempo che passa (come fanno gli uomini), di essere sé stessa col proprio colore naturale (come fanno gli uomini).
Lei, la diretta interessata, raccontando la sua scelta, maturata in pandemia, aveva usato parole che in Canada sono in breve diventate un manifesto.
“Perché preoccuparsi? Diventerò grigia. Onestamente, se avessi saputo che il lockdown poteva essere così liberatorio su questo fronte l’avrei fatto molto prima”.
Si chiama anche libertà. E non ha prezzo.

 

La battaglia del “coperto”: una tassa tutta italiana da abolire

Pane e coperto: si o no? 
La tassa tutta italiana da pagare al ristorante – ormai talmente tradizionale e radicata che nemmeno ci facciamo più caso, rassegnati – conosce una nuova evoluzione: il “coperto da spiaggia”. La comunità social, sempre molto battagliera anche sulle piccole cose (ammesso che questa sia una piccola cosa, con tutto quello che c’è da pagare di questi tempi), è insorta quando una giornalista in vacanza nelle Marche, in particolare a Portonovo, località chic del Conero, si è vista recapitare il conto del ristorante: nemmeno troppo salato, a dire il vero, per quello (pesce) che hanno mangiato, in sette, ma con una nota stonata, stonatissima: il prezzo del coperto, arrivato a 5 euro. Totale, in sette: 35 euro. Quasi il 20% del conto totale. Tantissimo. Ma la risposta alle rimostranze dei clienti è stata ancor peggiore, quasi surreale: “Apparecchiare e sparecchiare in spiaggia è molto più complicato che farlo in una sala interna”.
Più complicato???? Giustificazione incredibile e inaccettabile. Ci mancava solo che dicesse “eh, ma ci sono il Covid e la guerra, le bollette sono aumentate, il gas non arriva, l’acqua scarseggia….”.
Speriamo che la tovaglia e i tovagliolini non fossero di carta, ma anche fossero stati di stoffa – poi da mandare in lavanderia – 5 euro sono e restano troppi. E lo sarebbero anche se fossero di seta sopraffina…
“5 euro a persona: roba che una tavolata di 20 persone, quindi 100 euro, si paga un cameriere personale”, continua la recensione della giornalista capitata nelle Marche.  
Fai o non fai il ristoratore? Quindi deve offrire le migliori condizioni possibili ai tuoi clienti, sapendo che sei già fortunato se – tra mille ristoranti a disposizione, di tutti i tipi – scelgono proprio il tuo…
Certo, da Roma a Venezia a Firenze, da sempre esiste l’animo italico (vedi Totò che voleva vendere la Fontana di Trevi) di fregare il turista di passaggio, che tanto non tornerà comunque mai più, ma nell’epoca dei social e delle recensioni istantanee, può essere assai controproducente per i ristoratori fare i furbi…
Soprattutto perchè sui tratta di una tassa soltanto italiana e nemmeno di tutta Italia: a Roma, ci dicono, viene considerata addirittura “illegale” e nessun ristoratore si azzarda a mettere il coperto in conto. 
Soprattutto, vallo spiegare agli stranieri, che il coperto non sanno nemmeno cosa sia. Ad un francese, ad esempio: i prezzi sono mediamente più alti nei ristoranti di Francia rispetto all’Italia, ma almeno è tutto chiaro e tondo e appena ti siedi a tavola arriva subito una bottiglia d’acqua, gratis.
Direte: eh, ma negli altri paesi non c’è il coperto, ma c’è comunque la mancia obbligatoria da lasciare al cliente. Vero: tradizione soprattutto anglosassone, in particolare in Inghilterra, in Canada e, soprattutto, negli States, dove – raccontano i viaggiatori intercontinentali – si paga con il bancomat e la carta di credito, aggiungendo direttamente al conto il 25%, il 18% o il 15% della mancia per il cameriere, a seconda del livello di soddisfazione del cliente. Altra tassa iniqua, secondo me: e se il cameriere non si fosse per niente meritato la mancia?  Del resto, quando mai un cameriere – che fa il proprio lavoro, intendiamoci, mica del volontariato – fa qualcosa di particolarmente sensazionale da meritare una mancia? Praticamente mai.
Pare che la moda della mancia obbligatoria stia prendendo piede, purtroppo, anche in alcuni luoghi turistici europei, come Barcellona. Se li conosco, li evito. Ci potete giurare. Quindi, il consiglio che vi do è questo: occhi aperti sul menu, sui prezzi e sulle fregature dei contorni (il coperto e le mance, mica le patatine!).
Voi fate come vi pare: io pago solo il conto e basta, mi pare più che sufficiente. Non si fanno regali a nessuno. Piuttosto, nell’attesa dell’abolizione del coperto, sapete cosa? Mi faccio una bella scorpacciata a casa e magari la mancia la do a mia moglie che cucina…

 

L’uomo che amava le donne!

Ho trascorso un paio di ore del pomeriggio di Ferragosto al cinematografo. In un cinema d’essai di Lione ho trovato una retrospettiva dedicata François Truffaut, uno dei grandi registi del cinema francese. Oggi era in programmazione uno dei suoi film che non ho mai visto: “L’uomo che amava le donne”.
È la storia di un insospettabile playboy 40enne (uno straordinario Charles Denner), nè bello nè aitante, aria tenebrosa e naso aquilino, ma con un incredibile successo sulle donne. E lui, Bertrand, è letteralmente ossessionato dalle donne (e, in particolare, dalle loro gambe).
Un film girato a Montpellier nel 1976, un film modernissimo e ironico, con alcune scene di nudo.
Il film comincia con il funerale di Bertrand, a cui partecipano solo donne, almeno 50 donne. E una di loro dice: “Bertrand sarebbe felice di vedere lo spettacolo del suo funerale”…..

Piero Angela, il signore della scienza

“Buon viaggio, papà”.
Lo ha scritto Alberto Angela, qualche giorno fa. 
Il papà, il mitico Piero Angela, ci ha lasciati. Aveva 93 anni.
Un antesignano della televisione e – grazie a *Quark” – un mito della divulgazione scientifica alla portata di tutti.
Tanti anni fa – forse venti – ebbi anche l’occasione di conoscerlo e intervistarlo: molto gentile, un signore. 
Rip.

Il leggendario “Garellik”

La storia e la leggenda delle “Garellate” parte una sera di novembre del 1977, sotto la pioggia, da una pesantissima imbarcata della Lazio (tristemente indimenticabile per i tifosi laziali) – il 22enne Claudio Garella era tra i pali dei biancocelesti – sconfitta 6-0 dai francesi del Lens, in Coppa Uefa, ai supplementari, dopo aver vinto 2-0 all’andata. 
Ascoltavo la radiolina e sentivo raccontare degli errori di Garella, che subito mi fu istintivamente simpatico.
Poi divenne un campione, vincendo due scudetti indimenticabili con Verona e Napoli.
Rip. 

Indimenticabile Olivia!


Se n’è andata la mitica Olivia Newton John.
Aveva 73 anni.
Da 30 anni lottava contro un tumore al seno.
Una leggenda, grazie al film “Grease”, nel ruolo di Sandy.
Ma, con John Travolta, aveva fatto un altro film, in italiano “Due come noi”, che non ebbe grande successo. Un film molto carino e romantico, che mette in luce tutta la bellezza e la classe della mitica Olivia.
Rip.

60 anni senza la divina Marilyn…

Nella notte tra il 4 ed il 5 agosto del 1962 Marilyn Monroe morì, suscitando il clamore e l’interesse dell’opinione pubblica statunitense e mondiale.
Mentre la versione ufficiale dichiarò il suicidio per un mix di barbiturici, tante furono le tesi controverse sul suo decesso, tra cui la morte per omicidio commissionato da Robert Kennedy e commesso dal Dottor Ralph Greenson – psichiatra di Marilyn – con un’iniezione letale; oppure omicidio perpetrato dalla mafia di Chicago per vendicarsi dei Kennedy.
Ma dopo 60 anni, Marilyn è sempre Marilyn.
La finta bionda più famosa del mondo.

ADDIO, “EROE DI SALONICCO”

Ci ha lasciati Villiam Vecchi, grande portiere (Milan, Cagliari, Como, Spal) e grande preparatore dei portieri (Reggiana, Parma, Juve, Milan e Real, sempre con Ancelotti).
Era soprannominato “L’eroe di Salonicco”, per le sue grandi parate nella finale di Coppa delle Coppe 1973, Milan-Leeds 1-0 (gol di Chiarugi), giocata proprio a Salonicco.
Aveva 73 anni.
Rip.

Andiamo a scuola in Finlandia?

🇫🇮 In Finlandia la scuola inizia quando il bambino ha compiuto i 7 anni di età.
È considerato il sistema scolastico migliore al mondo.Le lezioni hanno la durata di 60 minuti di cui 45 +15 di pausa.
Dal lunedì al giovedì 8 ore al giorno, il venerdì fino alle 13 e sabato libero.
✔ In Finlandia, l’istruzione scolastica è assolutamente gratuita. I genitori non pagano un centesimo per niente. È tutto a spesa dello stato. Ogni bambino riceve dallo stato un tablet gratis,e tutti i libri di testo sono apposti sul tablet in modo che i ragazzi non debbano portare zaini pesanti. Il cibo scolastico è gratis, vario e pulito ed ogni studente può ottenere ciò che vuole e quanto vuole.
✅ Ogni investimento nell’istruzione di un paese è un investimento nel suo futuro.
Questo è l’ investimento più importante. La nazione istruita è il motore sia dell’economia che della sanità e della giustizia…