Articolo di Moreno D’Angelo
Chi non ricorda le figurine dei calciatori?
Un mito, come quel Pizzaballa che non si trovava mai…
Un mondo che ci ritorna in mente con simpatia e nostalgia.
Le figurine Panini, nate nel 1960, hanno coinvolto intere generazioni, fin da bambini, con tanto di quotazioni, scambi, giochi e leggende.

Un’idea, quella delle figurine con i calciatori, avuta dai fratelli Giuseppe e Benito Panini che, a Modena, stamparono il primo album: e la prima figurina rappresentava il capitano dell’Inter Bruno Bolchi.
Il successo fu immediato. Le figurine andarono a ruba. Erano in vendita in una bustina che costava 10 lire e ne conteneva cinque. Il loro logo, rimasto iconico, aveva un’immagine ispirata ad una rovesciata di Carlo Parola durante un Fiorentina-Juventus del 1950.
La coccoina
Le prime figurine si incollavano spennellando dal barattolino di “coccoina”. I più anziani ricorderanno anche lo strano e intenso odore di quella pasta bianca e quei primi album rigonfi di colla e figurine.
Poi negli anni ‘70 arrivarono le autoadesive. In questo, la Panini di Modena fu pioniera. Con le adesive plastificate fu tutto più agevole per collezionisti e per chi ci giocava per ore. Ebbero una popolarità pazzesca negli anni 70 e 80. Non erano solo collezioni, ma anche un modo per esaltarsi con i propri beniamini e con il meglio del calcio.
Ricordo che nelle prime edizioni la serie B aveva figurine con due giocatori e, nell’album, una scheda riportava i dati dei singoli calciatori, della società e dello stadio.
Testimonianza. “Guardavo le figurine sotto il banco a lezione”
“Avevo sette anni e ricordo quando la zia mi comprò 40 bustine. Ero felice di scartare tutte quelle bustine. Il giorno dopo, mentre la maestra spiegava storia, fui beccato a guardarle sotto il banco. Ero stato l’unico tra i miei compagni a trovare lo scudetto della Juve. Quando la maestra mi sequestrò tutte le figurine mi misi a piangere”, è il ricordo del torinese Beppe Capriolo, che gli amici chiamano Tuttocalcio per la sua memoria prodigiosa, capace di citare una miniera di dettagli, risultati, formazioni, episodi e curiosità del passato, passando dall’Inter di Jair, al Milan di Cudicini, dal Mantova all’Internapoli o alla Juve con Anzolin in porta.
Quelle figurine introvabili
“A quei tempi – precisa Capriolo – oltre a Pizzaballa erano diverse le figurine introvabili che ti facevano arrabbiare perché non potevi completare l’album. Tra questi vi era il terzino del Napoli Luigi Pogliana, che non avrei mai scambiato neanche per diversi scudetti o per la squadra della Roma (quanto mai rara)”.
Pogliana restò in azzurro dal ‘67 al ’77 (dieci anni nella stessa squadra, un fatto oggi impensabile): al suo arrivo trovò Zoff, Sivori e Altafini e Canè, ma la sua figurina valeva molto di più di quella dei noti fuoriclasse. Pogliana, da difensore, fece pochissimi gol, ma segnò due reti alla Juve nel ‘70.
Anche la figurina di Ezio Pascutti era rara. Il centravanti di quel grande Bologna di Bulgarelli, allenato da Fulvio Bernardini.
Memorabile, andando indietro nel tempo, è stato il difensore Giacomo Losi, capitano e “core” di quella Roma che nel 1961 vinse la Coppa delle Fiere. Famoso per il suo presidio costante in mezzo all’area.
Era difficilissimo pescare anche lo scudetto del Pro Patria di Busto Arsizio, con quella maglia inconfondibile con le fasce orizzontale blu e bianche.
“Quando lo trovai, un ragazzo mi offrì Haller, Rivera, Sormani e Biasiolo, ma non io cedetti” ricorda Capriolo, che aggiunge: “Certo se avessi conservato quegli album oggi avrei potuto venderli anche a 2000 euro! Ma poi chissà se avrei poi davvero venduti quegli album rigonfi di sogni e ricordi della giovinezza”…
Incredibili quotazioni: 6000 euro per un album
Non si faranno più gli album come un tempo, ma il business del mercato delle figurine di calcio è milionario, con alcune quotazioni elevatissime e vere e proprie aste.
Si pensi che un Maradona con l’Argentinos Juniors, ovviamente certificata, può superare i 500mila euro, mentre il Messi del 2004 ha raggiunto il milione di dollari.
Per la figurina di Ronaldo del 2002, Panini edizione Portugal, “bastano” 100mila dollari.
Tornando sulla terra, per un Pizzaballa originale è quotato sui 250 euro, meno di Gigi Riva che supera i 300.
I collezionisti possono aggiudicarsi una bustina Panini sigillata del 1984 85: 45 euro, Mentre un album completo calciatori con figurine cartonate del 1959-60 può arrivare anche a 6mila euro.
Oggi un Giovanni Trapattoni (Milan ’68-69) si compra per 11 euro, mentre fu stata molto ricercata la figurina di Gianni Rivera, storico capitano del Milan(’67-68): oggi quota 10 euro.
Da segnalare, per chi volesse ottenere un facile guadagno ricorrendo ai vecchi album, che le figurine “recuperate e staccate” da un vecchio album hanno un valore molto inferiore a quelle intonse.
Quel Ciccio Graziani portiere
Nel parlare di figurine e di un calcio di altri tempi si ricordano episodi come un Ascoli-Bologna, del gennaio 1975, in cui un raccattapalle levò dalla rete un pallone tirato da Savoldi. Un gol che l’arbitro Barbaresco non vide. Non c’era il VAR…
Altro episodio storico vide Ciccio Graziani in veste di portiere per l’espulsione di Castellini. Graziani fu il migliore in campo in una partita del Torino contro il Borussia Monchengladbach in Coppa dei Campioni nel 1976.

Memorabile fu lo spareggio scudetto del ’64, perso dall’Inter di Helenio Herrera (detto “il Mago”, che aveva sconfitto il Real di Puskas e Di Stefano in finale Coppa Campioni), contro il Bologna di Fulvio Bernardini, grazie ai gol di Perani e del Nielsen, con un giovane Helmut Haller, che poi passò alla Juve, come ala si diceva un tempo, precedendo l’epopea di Franco Causio.
Merito un cenno anche la Coppa delle Fiere vinta dalla Roma nel 1961. Tutte vicende che gli album delle figurine fanno riemergere, con la loro parte dedicata a Coppa dei Campioni, Coppa delle Fiere (l’odierna l’ex Coppa Uefa, ora Europa League) e Mitropa Cup, l’antica Coppa dell’Europa Centrale che partì nel 1927, dove erano presenti diverse squadre dell’est europeo.
Il mitico Pizzaballa
Nel mondo delle figurine un punto chiave resta, sempre e comunque, quel Pizzaballa introvabile. Un portiere che giocò dal 1958 al 1966 e la cui figurina è stata stata battuta all’asta a 425 euro.
Cristiano Tassinari, giornalista sportivo, appassionato di figurine e già collaboratore della Panini (giura di poter dimostrare che la “mescola” delle figurine avviene in maniera assolutamente casuale, senza misteri, almeno apparenti…), ricorda come il bergamasco Pier Luigi Pizzaballa, classe 1939, figlio di un panettiere e settimo di otto fratelli, fosse un tempo alquanto infastidito dalla fama legata alla sua figurina, nonostante fosse un bravissimo portiere. Una volta smesso di giocare, ammise che quella figurina introvabile lo aveva reso praticamente immortale, dopo cinquant’anni di una carriera di ben 302 partite complessive, con Atalanta (sua squadra del cuore), Roma, Verona e Milan, vincendo due Coppe Italia e una presenza in Nazionale (1966 come terzo portiere della sfortunata Italia di Edmondo Fabbri, eliminata dalla Corea del Nord).
Grazie alle figurine, il nome di Pizzaballa lo conoscono anche molti giovani, per dire…
I tempi di Pizzaballa videro una generazione di portieri di altissimo profilo: Albertosi, Vieri, Bordon, Zoff, Negri, Anzolin, Cudicini, Castellini.

Curiosità
Il mondo delle figurine può farci scoprire persino un mare di curiosità, come quel Torino Talmone del 1958-59, che giocava al Comunale e che fu la prima squadra ad avere uno sponsor. Anche se quell’anno finì in serie B, per tornare poi, subito promosso, al Filadelfia. O quel giovanissimo e indimenticabile Gigi Meroni, che giocò nel Genoa prima di diventare la “Farfalla Granata”.
Valide e bisvalide
Le figurine erano a volte contrassegnate come le valide e le bisvalide. Erano come dei punti che consentivano di avere dei premi “come un calciobalilla senza gambe che sistemavi sul tavolo e che mi costò ben 2000 valide”, ricorda l’esperto Capriolo.
Calcio e geografia
C’è anche chi, come l’opinionista fiorentino Flavio Ciasca, evidenzia come quelle figurine potevano anche aiutare qualche bambino a leggere e in rudimenti di geografia.
Il mondo del calcio nel museo del Genoa
Nello storico Porto Antico di Genova, presso il Museo della Storia del Genoa, la Fondazione Genoa 1893, in collaborazione con Genoa CFC, ha realizzato una straordinaria e curata esposizione di riviste, immagini, video e note del calcio dell’altro secolo che gli appassionati non possono perdersi.
Il più grande collezionista cerca un museo e un centro per le figurine
Tutti ricordano figurine e emozioni nel ritrovarsi con i propri beniamini e con i colori delle squadre del mondo, certo, ma a quanto pare non risulta semplice la realizzazione di un museo delle figurine, come lamenta il più grande collezionista del mondo di figurine calcistiche Gianni Bellini (4000 album e 2,5 milioni di pezzi nella sua casa di San Felice sul Panaro, nel Modenese) dal 1970 a oggi. La sua idea di museo intende essere tante cose.
“Un percorso sull’evoluzione grafico, cromatico e culturale che può partire dal taglio dei capelli, dai colori di maglie e abbigliamento, che prevede un centro di scambio per collezionisti diretto e un centro multimediale per sfogliare in modo digitale gli album e il materiale. Questo con expo mirati su grandi eventi e singole tematiche del calcio, con focus su rarità e curiosità”, spiega Bellini.
Da sottolineare che Gianni Bellini, nella sua ricerca di una location, che per dimensioni e attività supera di molto quelle presenti nel Museo della Figurina di Modena, trovando ostacoli sul territorio nazionale, stia pensando a realizzarlo in realtà come Dubai o Miami, da dove ha ricevuto interessanti proposte.
Insomma: come per quelle finali che vengono giocate in luoghi molto lontani dalla nostra passione nostrana.
Certo noi facciamo tutti il tifo affinché questo super museo della figurina e del mondo del calcio resti in Italia.
Tifo e figurine
Il mondo delle figurine di quegli anni contribuì ad alimentare quella malattia del tifo che iniziava fin da bambini, con conseguenti litigi, sofferenze gioie e infinite polemiche con i compagni di giochi e di scuola, con cui ci si scatenava poi in infinite partite a pallone.
Concludiamo con una nota storica: la prima figurina di calciatori risale al 1894 in Inghilterra e attesta il legame forte tra calcio e figurine. Le riproduzioni dei giocatori e gli album esistevano già in precedenza, ma occorse attendere gli anni ’60 per il vero e proprio boom di questo fenomeno, che negli anni ’90 è progressivamente calato, ma tutt’altro che scomparso, lasciando spazio ad altri fenomeni come le “card” dei calciatori (molto amate dai bambini) e il collezionismo, un vero boom che riunisce, sotto un’unica passione, tante persone di età, origine e estrazione sociale diversa, ma con una sola Dea pagana: la Figurina!

