Sandro Mazzola, il “Baffo” di tutti

⚽️ Se n’è andato uno dei più grandi calciatori italiani: Sandro Mazzola!
Aveva 83 anni
.

Degno figlio d’arte di papà Valentino, protagonista del Grande Torino, fu uno degli artefici della Grande Inter, diventando un simbolo del calcio italiano degli anni 60 e 70, sempre rivaleggiando con un altro grande protagonista di quei tempi: Gianni Rivera.
Che campioni!

Poi Sandro Mazzola è stato anche dirigente e opinionista, seconda voce della Rai (con Marco Civoli) ai Mondiali 2006.

🎤 Mi è capitato anche di intervistare un paio di volte Mazzola, quando era dirigente del Torino (una volta, in particolare, a Pescara, subito dopo una promozione in A)…

📌 La cosa incredibile è che conservo ancora, da qualche parte, il giocattolo gommoso di Mazzola, che qualcuno mi ha regalato quando ero bambino, pensando forse che fossi dell’Inter…

Riposa in pace, Sandro Mazzola!

“Un pomeriggio per cantare”

Il primo evento della neonata APS (Associazione di Promozione Sociale) “La Miniera delle Idee”, costola socialmente utile della Compagnia dei Teatroci, sarà il concertino di venerdì 25 settembre alla Residenza per Anziani “Millenium” di Torino.

🎶 Musiche di Mirco Negri, 🎤 affabulatore Cristiano Tassinari, 🎧 event manager Luca Bertalotti, 🎙canta dal vivo Erica Maria Del Zotto

E’ morta Emma Bonino. Una vita radicale per laicità, diritti civili e un’Europa unita

Radicale, laica femminista. Una vita di impegno per i diritti umani e civili. Battaglie che, oggi, dovranno essere riprese con forza di fronte alla vandea emergente iperconservatrice  e securitaria.

“Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ma una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”.
E’ l’eloquente ricordo che +Europa fa di Emma Bonino, mancata oggi a 78 anni, a cui il coraggio di mettersi in gioco non è mai mancato. Una radicalità, uno spirito liberale costante, coerente, tenace che l’ha accompagnata per tutta la vita.

Nata a Bra (Cuneo) nel 1948, Emma Bonino si iscrisse al Partito Radicale dal 1975. Dopo il grande impegno nelle lotte per l’aborto e per la depenalizzazione delle droghe, nel 1976 iniziò i suoi incarichi politici come parlamentare nella rosa nel pugno. Nel 1993 incontrò il Dalai Lama, vicina al popolo tibetano e per la democrazia in Cina, portando avanti la moratoria sulla pena di morte.

Fu ministra delle Politiche europee dal 2006-08 nel governo-Prodi, dopo essere stata Commissaria europea (1995-1999) delle Politiche umanitarie, poi ministra degli Esteri (la seconda donna alla Farnesina) nel governo-Letta (2013-14). Affrontò le grandi crisi umanitarie tra Balcani e grandi laghi africani e si espose in prima fila nelle lotte contro le mutilazioni genitali e a fianco delle donne afghane.

Una grande europeista (fu tra i fondatori nel 2018 di +Europa, di cui è stata fino ad ora presidente) che credeva negli Stati Uniti d’Europa (democratici e federali).
In prima linea contro l’aborto clandestino e in quelle battaglie storiche di Marco Pannella per la pace, contro la fame nel mondo, la partitocrazia, la pena di morte e ogni forma di giustizialismo e autoritarismo. Battaglie che dovranno essere riprese con forza alla luce delle nuove tendenze reazionarie, con il ritorno di moda di autocrazie che odiano Europa, laicità, interconfessionalità e diritto internazionale.

“La sua priorità era l’Europa unita, riuscendo ad imprimere un segno nella vita della Repubblica”, è il ricordo del presidente Sergio Mattarella.
Per la leader dem Elly Schlein: “Ci ha insegnato a guardare oltre i nostri confini”.

La premier Giorgia Meloni ha comunicato l’intenzione di disporre  esequie di stato per la leader radicale, ricordando, pur nelle divergenze di base, la sua autorevolezza e grande capacità nel capire il ruolo delle donne nella società e nella politica.

Marco Cappato, tesoriere dell’associazione “Luca Coscion”i, ha ricordato la passione e grinta della Bonino, che li ha portati ad avere anche vivaci scontri, sottolineando il suo fermo spirito di difensore della democrazia liberale,  in contrasto con  quelle vecchissime illusioni spacciate dai nuovi demagoghi.

Tanti gli attestati di stima del mondo politico, ma sono tantissimi i ricordi e le manifestazioni di affetto sul web di un mare persone che hanno avuto modo di conoscerla e apprezzarla.

25 anni fa. Le Torri Gemelle.

25 anni fa.
Le Torri Gemelle.
Vi ricordate dove eravate quando (e come) avete appreso la notizia?

8h46: L’istante in cui il mondo è cambiato per sempre – Il primo aereo contro le Torri Gemelle.

Nella mattina dell’11 settembre 2001, un martedì di cielo sereno a New York, il mondo stava per assistere a uno degli eventi più significativi del XXI secolo.

Alle 8h46, il volo American Airlines 11, un Boeing 767 decollato da Boston con destinazione Los Angeles, fu lanciato contro la Torre Nord del World Trade Center. L’aereo colpì i piani dal 93 al 99, aprendo un enorme squarcio nell’edificio e provocando un’esplosione di carburante e detriti.

In quel primo momento, però, molte persone credevano ancora che si fosse trattato di un incidente aereo. Le telecamere della televisione iniziarono a trasmettere immagini della torre in fiamme, mentre pompieri, poliziotti e squadre di emergenza accorrevano sul posto.

L’impatto ebbe conseguenze devastanti. L’aereo distrusse le tre scale di emergenza della Torre Nord, lasciando centinaia di persone sopra il punto d’impatto senza una via di fuga.

La telefonata che rivelò che qualcosa stava andando molto storto

Prima dell’impatto, l’assistente di volo Betty Ong riuscì a telefonare ai dipendenti della American Airlines e a informarli che l’aereo era stato dirottato. Rimase in linea per circa 23 minuti, trasmettendo informazioni su ciò che stava accadendo all’interno dell’aereo.

Alle 9h03, mentre le immagini della Torre Nord continuavano a essere trasmesse in diretta, il volo United Airlines 175 colpì la Torre Sud.

Fu in quel momento che divenne evidente per milioni di persone che non si trattava di un incidente: gli Stati Uniti stavano subendo un attacco coordinato, il più grande attacco terroristico di tutti i tempi.

Venticinque anni dopo, il momento delle 8h46 continua a essere ricordato come l’istante in cui una mattina qualunque a New York si trasformò, in pochi secondi, in una tragedia che avrebbe cambiato profondamente gli Stati Uniti e la geopolitica mondiale.