Remake di un film australiano, “Era ora” è davvero bello e commovente, persino da lacrimoni. Ma si ride pure. Edoardo Leo si conferma un grande, sottovalutatissimo dalla critica.
In 10.000 a Milano per i diritti delle famiglie “arcobaleno”
Circa 10.000 persone sono scese in piazza, sabato 18 marzo a Milano, per protestare contro le misure del governo Meloni, che mirano a limitare il riconoscimento dei diritti genitoriali al solo genitore biologico nelle famiglie dello stesso sesso.
La manifestazione è stata indetta da varie organizzazioni per i diritti Lgbt+ che vedono nella decisione una “discriminazione” nei confronti delle famiglie “arcobaleno”.
Tra i momenti più significativi, il flashmob al presidio per il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, organizzato da FamiglieArcobaleno, I Sentinelli e Cig Arcigay Milano.
Migliaia di penne levate verso il cielo di Milano, simbolo delle firme sui registri che non possono essere più apposte.
Tra i manifestanti, anche Elly Schlein, neo segretaria del Partito Democratico, che ha definito ideologica, “crudele” e discriminatoria la “repressione burocratica” del governo sulle famiglie Lgbt+ e ha promesso di spingere affinché una nuova legge.
“Parliamo di diritti calpestati quando sono già riconosciuti dalla nostra Costituzione. Parliamo di ragazze e ragazzi già cresciuti nelle nostre comunità, che frequentano le nostre scuole”, ha dichiarato Elly Schlein. riconosca e protegga meglio i loro diritti.
Questa settimana, il ministero dell’Interno – tramite il Prefetto di Milano, Renato Saccone – ha ordinato al Comune di Milano e al sindaco Beppe Sala di interrompere la registrazione dei bambini nati all’estero come figli di coppie dello stesso sesso.
Queste registrazioni sono un atto burocratico necessario per riconoscere una serie di diritti dei genitori, come l’autorizzazione a cure mediche o la partecipazione a gite scolastiche.
Questa misura limita la potestà genitoriale solo al genitore biologico, nel momento in cui una coppia dello stesso sesso registra i propri figli in comune. Una decisione basata su una legge del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita, consentita solo alle coppie eterosessuali,
A luglio 2022, il sindaco di Milano, Sala, ha iniziato ad autorizzare l’iscrizione dei figli delle coppie omosessuali, considerato che esisteva a tutti gli effetti un vuoto normativo e circa 300 famiglie hanno potuto iscrivere i figli come “propri”, e non solo adottati, nel registro civile.
Gli attivisti per i diritti Lgbt+ hanno denunciato il provvedimento come prova dell’omofobia e della discriminazione del governo nei confronti delle loro famiglie e dei loro figli.
“Peggio che in Ungheria”, ha dichiarato il parlamentare Pd, Alessandro Zan.
Cos’è il “certificato europeo di filiazione”?
La commissione Politiche europee del Senato ha infatti approvato con 11 voti a favore su 18 una risoluzione della maggioranza che di fatto affossa il regolamento europeo.
Compatte sul no tutte le opposizioni, ma non è bastato per fermare il blitz della maggioranza. Il testo della risoluzione sostiene che “l’obbligo di riconoscimento del certificato Ue di filiazione non rispetta i principi di sussidiarietà e proporzionalità, per cui se venisse adottato sarebbe un’invasione del diritto europeo su quello nazionale”.
RIFLESSIONE SULLA TV DEL DOLORE: NON PER I MIGRANTI, MA PER COSTANZO
Anch’io qualche giorno fa ho fatto un selfie con un personaggio famoso, Giacomo Agostini, incontrato per caso. Chi non vorrebbe avere un selfie con un Vip?

QUELLE CLASSICHE RAPINE ALLE GIOIELLERIE…
Ma le avventure della profiler continueranno… E io, intanto, mi leggo quelle che ancora non ho letto!
Il lusso del caviale: non al ristorante, ma nelle boutique di cosmetica
Il caviale non più solo come delizioso status-symbol gastronomico, ma anche lussuoso ed efficacissimo prodotto per la bellezza della pelle e del corpo. Benchè il caviale sia usato da tempo in cosmetica, soltanto negli ultimi tempi ha ottenuto – anche in questo settore- il successo e la considerazione che merita.
E sgombriamo subito il campo dai dubbi sui prezzi potenzialmente stratosferici delle creme al caviale: in genere, più costose della media, ma in linea con il mercato d’elite. Tranne per alcuni prodotti di assoluta “eccellenza”.
La più grande qualità del caviale in ambito cosmetico? Combatte l’invecchiamento della pelle, lasciandola liscia e luminosa.
Le creme al caviale sono un toccasana per avere un aspetto più giovane e tonico: è un concentrato di proteine, aminoacidi, acidi grassi, lipidi, minerali e vitamine A, B1, B2, B6 e D, particolarmente indicato per uomini e donne in età matura che vogliono contrastare i segni del tempo.
Creme, sieri e maschere al caviale: c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dall’elisir anti-age al contorno occhi, dalle maschere viso ai trattamenti per le labbra e alle creme per le mani, fino al “Vitabay” alle perle di caviale – un eccellente siero in gel anti-invecchiamento – e al “Locherber Green Caviar”, un mix tra cellule staminali vegetali e caviale botanico, da utlizzare come straordinaria crema anti-age.
Nei negozi di cosmetica, questi sono prodotti che, in confezioni da 30 ml, si possono trovare a 60-70 euro, qualcuno di questi prodotti anche prezzo inferiore.
Il livello sale con la crema Caviar Matis, 100% di caviale francese con ricco contenuto di Omega3, proteine, minerali e citamine al collagene marino alla rosa damascena. Confezioni a partire da 156 euro.
Ma il vero “deluxe” comincia con i prodotti “hors catégorie“, come la preziosa crema al caviale La Prairie, l’apice del lusso in fatto di skincar, con tecniche di bioingegneria per arricchire l’estratto di caviale naturale con gli ingredienti più efficace: in questo caso, una confezione grande costa 1.154 euro! 478 euro quella più piccola…
Che sia a tavola o sulla pelle, in definitiva il caviale resta sempre e comunque un prodotto di lusso: adesso per avere un buon caviale, però, non bisogna più andare al ristorante, bensì in una boutique di cosmetica…
Il “dispiacere” di essere Ignazio La Russa
“Accetterei con dispiacere la notizia di un figlio gay: come se fosse milanista, diverso da me. Un padre etero vorrebbe che il figlio fosse come lui”.
Frase molto infelice di Ignazio La Russa, che prima di essere un padre più o meno orgoglioso e un focoso tifoso dell’Inter, dovrebbe ricordarsi – ma se ne dimentica spesso – di essere il Presidente del Senato dela Repubblica, la seconda carica dello Stato in Italia.
Intervistato dal programma Rai “Belve”, La Russa prova a spiegarsi, ma peggiorando le cose: “Leggo di tante critiche che vengono da chi non ha neanche visto il programma, visto che va in onda stasera, senza capire il contesto. A una domanda specifica ho risposto che avere un figlio gay sarebbe un piccolo dispiacere, ma non un problema. Poi mi è capitato sul serio: uno dei miei figli andava allo stadio a vedere il Milan, e per me è stato un piccolo dispiacere, nulla di più”.
Apriti cielo, per l’ennesima gaffe di La Russa.
Subito sono arrivati commenti al vetriolo, nei confronti del numero uno di Palazzo Madama: “Avere un padre con i busti di Mussolini in camera da letto, quello si che è un dispiacere”, ha scritto su Twitter il deputato PD Alessandro Zan.
Rincara la dose Elly Schlein, in corsa per la segreteria del Partito Democratico: “L’unica sciagura per le famiglie italiane è avere la seconda carica dello Stato che fa dichiarazioni omofobe, sessiste e nostalgiche dimostrando la totale inadeguatezza al ruolo istituzionale che ricopre”.
La figuraccia di La Russa è continuata a livello planeterio, con siti e giornali di mezzo mondo che hanno ripreso la sua infausta affermazione.
Adesso, il vulcanico Ignazio dirà che “era una battuta” e che è stato “mal interpretato”, ma per lui vale in assoluto il sempre valido consiglio: il bel tacer non fu mai scritto.
Spagna, via libera alla legge per il cambio di genere a partire dai 16 anni
I parlamentari spagnoli hanno definitivamente adottato la normativa che consente alle persone di cambiare sesso attraverso una semplice dichiarazione amministrativa. La decisione ha scatenato un acceso dibattito all’interno della stessa coalizione di sinistra al potere.
Proprio questo e altri aspetti del testo sono stati a lungo oggetto di polemiche che hanno provocato divisioni all’interno del movimento femminista spagnolo: in particolare, una parte delle femministe si dice contraria a questa norma in quanto vede in essa problemi potenziali di “insicurezza giuridica”, di applicazione di politiche contro la discriminazione delle donne e per quanto riguardo l’autodeterminazione dei minori di 18 anni.
Il Congresso spagnolo dei deputati ha approvato in via definitiva anche la riforma sulla salute sessuale e riproduttiva e l’interruzione volontaria della gravidanza che introduce il congedo mestruale, sovvenzionato dallo Stato, con certificato medico, per chi soffre di mestruazioni dolorose e invalidanti.
Lo stesso provvedimento garantisce l’aborto “libero e sicuro” nelle strutture pubbliche a partire dai 16 anni e introduce in Spagna la distribuzione gratuita di assorbenti e prodotti di igiene intima per il ciclo mestruale in scuole, carceri ed enti pubblici.
Il provvedimento è stato approvato con 185 voti a favore e 154 contrari.

Raquel Welch, un mito di bellezza
Raquel Welch, un mito di bellezza, per sempre.
L’attrice americana è scomparsa ieri (mercoledi 15 febbraio 2023) all’età di 82 anni, dopo una breve malattia .
Era diventata un sex symbol del cinema dopo essere apparsa in un bikini di pelle di daino nel film “Un milione di anni fa”, uscito nel 1966.
All’anagrafa Jo-Raquel Tejada, nata a Chicago nel 1940, da padre boliviano e madre americana, la Welch si sposata quattro volte, conservando per sempre il cognome del primo marito, sposato a 18 anni, con il quale è diventata famosa negli anni ’60.









